Il sito archeologico di Saqqara ci regala nuove scoperte. È di ieri infatti la notizia che la missione archeologica guidata dal dottor Zahi Hawass – al lavoro nella zona della piramide di Teti in cooperazione col Ministero delle Antichità e la Biblioteca Alessandrina – ha scoperto 52 pozzi funerari profondi una decina di metri e contenenti centinaia di sarcofagi lignei ben conservati.

La necropoli risale al Nuovo Regno ed è databile tra la XVIII e XIX dinastia, epoca in cui il re Teti (primo sovrano della VI dinastia) era divinizzato e venerato. Questo spiega il fatto che molti nobili e funzionari del Nuovo Regno abbiano scelto questo sito come loro dimora eterna. Oltre a ciò, sembra proprio che a quel tempo l’accesso all’area di Saqqara fosse in quella zona.

Numerosissimi sono i reperti che componevano il corredo funerario di questi defunti: modellini di barche, attrezzi da toelettatura, contenitori di legno per ushabty, maschere funerarie, statue di Osiride e Ptah-Sokar-Osiride, giochi da tavolo, un’ascia di bronzo con il titolo militare del proprietario.

Due reperti in particolare sono degni di nota: il primo è un papiro lungo 4 metri su cui è scritto il Capitolo 17 del Libro dei Morti, appartenuto ad un uomo chiamato Bu-Khaa-Af, il cui nome è stato ritrovato anche su quattro ushabty e su un sarcofago ligneo; l’altro reperto è una stele di un funzionario della XIX dinastia chiamato Ka-Ptah che portava il titolo di “Sovrintendente del carro da guerra reale”, raffigurato nella parte superiore insieme alla moglie Mutemuia e alla figlia Aja, e nella parte inferiore sempre con la moglie e altri 6 figli.

Oltre a ciò, è stata ritrovata una gran quantità di ceramiche del Nuovo Regno che attestano rapporti commerciali fra l’Egitto e altri paesi del Mediterraneo come Creta, Siria e Palestina.

La missione ha scoperto anche il tempio funerario – in parte già scavato negli anni precedenti – di una regina chiamata Nearit indicata come moglie o madre di Teti, anche se non risulta alcuna regina con questo nome nella famiglia del sovrano. Forse il nome è stato riportato in modo impreciso dalle notizie ufficiali. Sul lato sud-orientale del tempio sono stati scoperti tre magazzini in mattoni di fango usati per conservare provvigioni e offerte. Sempre in quest’area è stato ritrovato un tabernacolo in mattoni di fango con pozzo profondo circa 24 metri, ma non ancora completamente indagato. Davanti al cortile si estende un cortile pavimentato in calcare.

Il dottor Zahi Hawass ha affermato che questa scoperta getterà nuova luce sulla storia di Saqqara dato che sono orami evidenti le prove che il sito sia stato utilizzato come sepoltura non solo nel Periodo Tardo ma anche nel Nuovo Regno.

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Paolo Belloni

Nato a Codogno (LO) nel 1971, fin dall’infanzia appassionato di Antico Egitto con un particolare interesse per la scrittura geroglifica.
Socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Egittologia.net, è coautore del libro “Tutankhamon, immagini e testi dall’ultima dimora” e ha collaborato alla pubblicazione di “La stele di Rosetta e il decreto di Menfi” per i tipi di Ananke. Per l’associazione Egittologia.net ha realizzato il DVD documentario “Waset, l’antica Tebe”. Nell’ultimo decennio ha compiuto diversi viaggi in terra egizia e collabora all’organizzazione di viaggi culturali in Egitto per piccoli gruppi di persone interessate. Libero professionista dalla fine del 2010, svolge attività di sviluppatore software per la propria società.

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