A Lucera nasce ARio: la realtà aumentata al servizio dei Beni Culturali.

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A Lucera, città di antichissime origini della Puglia settentrionale ricca di storia e cultura, è stato rivoluzionato il concetto di visita guidata e fruizione di un bene culturale: grazie ad ARio, l’applicativo realizzato dalla Tera Labs, startup di giovani vincitori del bando regionale PIN-Pugliesi Innovativi, è possibile rivivere il XIII secolo all’interno della Fortezza Svevo-Angioina attraverso la realtà aumentata ed il gaming.

La Fortezza svevo-angioina di Lucera (FG)

Ma che cos’è ARio? Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto chiedersi chi è Ario: è stato un presbitero di Alessandria del IV secolo che cercò di semplificare il credo cattolico, all’epoca ancora in fase di definizione, limitandosi a riconoscere Gesù come figlio di Dio ma negandone la consustanzialità. Allo stesso modo l’applicativo ARio, di cui le prime due lettere rafforzano il concetto di Augmented Reality, semplifica la visita del turista che con l’ausilio di cuffie e dispositivi mobili presenti in loco viene catapultato alla corte dei regnanti svevi e angioini e in particolare di Manfredi, figlio del celebre sovrano Federico II di Svevia che definì il territorio lucerino “luce dei miei occhi”, e nel quale nel 1233 fece erigere il Palatium imperiale (di cui oggi resta soltanto il basamento), poi inglobato dall’imponente cinta muraria edificata da Carlo I d’Angiò tra 1269 e 1283.

Ricostruzione dei casoni angioini e del Palatium federiciano

La Fortezza, ancora oggi monumento simbolo della città, sorge sul Monte Albano, che assieme al Monte Sacro e al Monte Belvedere costituisce uno dei rilievi collinari sui quali sorge la città. Trattandosi di un sito archeologico pluristratificato, con un range cronologico che va dall’età neolitica alla tarda età angioina, ARio ripropone ambientazioni relative a diverse epoche attraverso cui il visitatore, protagonista diretto della visita, può sperimentare la realtà aumentata e interagire in prima persona con persone ed oggetti.

“L’idea alla base di ARio è quella di permettere al visitatore un diverso tipo di fruizione, che lo renda protagonista e parte attiva della visita. Abbiamo così creato un percorso attrattivo e coinvolgente”, spiega Biagio De Maso, fondatore della Tera Labs con Domenico Bevere e Paolo Manieri. Il turista diviene infatti fruitore attivo di un periodo storico lontano potendo, fra le varie opportunità offerte da ARio, osservare il Palatium federiciano nella sua integrità, impersonare un soldato angioino ed accedere ai casoni militari, entrare nella Torre della Leonessa o semplicemente vagabondare tra le tende dell’accampamento dei Saraceni, popolazione musulmana di origine nordafricana che per quasi ottant’anni visse a Lucera al servizio degli Svevi.

Interno della Torre della Leonessa

L’esperienza è arricchita da una voce-guida che spiega al visitatore come muoversi all’interno del sito, indicandogli i punti di maggiore interesse e i successivi step del gaming che gli permettano di avanzare al livello successivo, mantenendo costantemente vivo l’interesse del giocatore. A differenza della realtà virtuale, in cui l’ambiente è completamente ricostruito, nella realtà aumentata vi è una vera e propria sovrapposizione al mondo reale, ed entrambi vengono visualizzati sul dispositivo. La scelta di questa tecnica è ciò che ha permesso di implementare il gioco all’esperienza della visita, grazie alla possibilità di interagire più facilmente con il reale.

Il lungo lavoro di ricostruzione degli ambienti e degli eventi storici è stato svolto con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Foggia che ha recentemente svolto una campagna di scavo nell’area dei casoni angioini i cui risultati sono in parte ancora inediti e in fase di studio.

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Francesco Carbone

Si occupa principalmente di museum curatorship, catalogazione, promozione e valorizzazione dei beni culturali.

Laureato in Archeologia Classica, si è specializzato presso la Scuola Interateneo di Specializzazione in Beni Archeologici di Trieste-Udine-Venezia Ca’ Foscari, discutendo una tesi in Legislazione riguardante le competenze e i limiti degli enti locali in materia di beni culturali alla luce dell’attuale normativa, riportando alcuni casi studio relativi al comune di Lucera (FG). Ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizioni archeologiche in Italia e all’estero ed è vincitore del concorso Antiqua, con il quale ha conseguito la qualifica europea di Coordinatore degli interventi di conservazione e valorizzazione dei siti urbani a carattere archeologico.

Dal 2015 collabora con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali presso cui svolge incarichi di catalogazione e digitalizzazione dei reperti archeologici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo.

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