L’8 agosto di 1900 anni fa moriva l’imperatore Traiano. Una grande mostra lo celebrerà in autunno

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Quando Traiano ricevette la notizia della sua adozione da parte di Nerva e quindi, della sua successione, stava svolgendo le sue funzioni di governatore di provincia in Germania meridionale lungo il corso del Reno. Si recò a Roma solo nel 99 d.C., quando ebbe ultimato il lavoro di consolidamento del limes renano. Il governo dell’impero era stato affidato a quello che sarà definito l’optimus princeps, il migliore, che racchiudeva in sé le caratteristiche del buon generale, con una spiccata esperienza militare e il senso di appartenenza allo Stato romano, tipico della tradizione repubblicana, che in precedenza aveva perfettamente caratterizzato Augusto.

Queste due prerogative resero Traiano una figura molto amata, soprattutto dal senato, e lo inquadrarono, nel tempo, come il sovrano ideale rispettoso delle istituzioni, sottomesso alle leggi e gradito all’esercito. Le fonti su Traiano che ne hanno tracciato quindi il suo profilo, sono in realtà frutto di un ambiente a lui favorevole. Cassio Dione ne traccia ampiamente una narrazione continua nel libro 68, conservata nell’epitome bizantina di Xifilino, mentre altre notizie ci sono trasmesse dalle lettere ufficiali che si scambiavano Plinio il Giovane e Traiano stesso quando Plinio era governatore di Bitinia nel 111-113 d.C. Il Panegirico che Plinio pronunziò in senato nel 100 d.C., in occasione della sua elezione al consolato, voleva essere un manifesto sulle aspettative del senato verso il nuovo princeps, lontano da quel modello “tirannico” inaugurato da Domiziano.

Traiano veniva così a delineare quella figura di concordia tra ceto equestre e classe senatoria ma anche di buon intenditore di politica estera e interna, proprie di un generale. Tra i suoi programmi, grande rilievo ebbe l’espansione territoriale dell’impero, famose furono le sue campagne daciche nel 101-102 e nel 105-106 d.C., che ebbero e hanno un riscontro figurativo diretto nella realizzazione di una famosa colonna eretta nel Foro, su cui corre un bassorilievo a spirale con le rappresentazioni delle scene più salienti delle due spedizioni. Alla fine di queste imprese militari, la Dacia fu ridotta a provincia e la popolazione fu in parte deportata o costretta a lasciare la propria terra ai nuovi coloni arrivati da tutto l’Impero a sfruttare le ingenti risorse della regione. Nessuna delle altre spedizioni di Traiano ebbe fortuna, ad eccezione della Dacia che rimase romana per più di un secolo e mezzo. Traiano più volte venne richiamato a fronteggiare diverse rivolte, una in particolare scoppiata tra Ebrei in Mesopotamia ed estesasi anche a Cirene e altre province orientali, ma l’esito indusse l’imperatore ad abbandonare le nuove conquiste. Il princeps morì in Cilicia dopo essersi ammalato sulla via del ritorno verso Roma.

L’8 Agosto del 117 d.C. moriva così Marco Ulpio Nerva Traianol’optimus princeps  che portò l’impero romano alla sua massima estensione. In occasione della ricorrenza dei 1900 anni dalla sua morte, Roma gli renderà maggio nella mostra “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”, che sarà ospitata ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali dal 29 novembre 2017 al 16 settembre 2018.

L’esposizione sarà caratterizzata dal racconto della vita ‘eccezionale’ di Traiano che, primo imperatore adottivo e non romano ma ispanico, si impose al mondo allora conosciuto non solo come grande condottiero ma, soprattutto, “costruttore a 360°”: dalle infrastrutture al programma di welfare, agli incentivi economici e alle opere architettoniche. Non mancherà un focus sulla figura e sugli spazi privati di Traiano, con uno sguardo al ruolo speciale delle donne di casa imperiale.

La narrazione, coinvolgente e immersiva, si snoderà attraverso una ricca selezione di reperti archeologici provenienti da musei della Sovrintendenza Capitolina, da musei e spazi archeologici italiani e stranieri – tra cui statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete – e installazioni multimediali e interattive, come modelli in scala, rielaborazioni tridimensionali e filmati.

Una sfida a immergersi e rivivere la grande Storia dell’Impero e nelle storie dei tanti che l’hanno resa possibile.

 

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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

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