Egittologia, archeologia, conservazione e museologia Museo Egizio e Università di Torino unite per la ricerca

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La firma di un accordo quadro segna l’inizio della cooperazione didattico scientifica fra Museo Egizio e Università di Torino

Il Museo Egizio continua a porre la ricerca al centro delle proprie attività, questa volta instaurando una collaborazione scientifica e didattica con l’Università di Torino, formalizzata da un accordo quadro siglato questa mattina, venerdì 22 luglio, nel corso della conferenza stampa tenutasi al Museo Egizio durante la quale sono intervenuti il Rettore Gianmaria Ajani, la Presidente del Museo Evelina Christillin e il Direttore Christian Greco.
La convenzione, che segue altri accordi di collaborazione già instaurati con singoli Dipartimenti, andrà a valorizzare le competenze e il ruolo del Museo che potrà arricchire l’offerta formativa dei corsi di laurea proposti dall’Università e, allo stesso tempo, avvalersi della collaborazione scientifica di studiosi e ricercatori universitari di differenti settori disciplinari quali la storia, l’archeologia, l’orientalistica, la geologia, la chimica e altri legati alla conservazione del patrimonio, allo studio della cultura materiale e alla museologia.
“La sinergia dell’Università di Torino con il Museo Egizio ha solide e fertili radici che hanno nel tempo formato generazioni di studenti e dato vita a progetti archeologici e di ricerca di grande valore scientifico.” dichiara il Rettore dell’Università Gianmaria Ajani “Ritengo molto importante che il nostro Ateneo possa potenziare questa collaborazione con la firma dell’accordo di oggi, che permetterà di ampliare le attività di didattica offrendo agli studenti stage altamente professionalizzanti e al tempo stesso consentirà al nostro Ateneo di formare personale scientificamente qualificato a supporto delle attività del Museo. In quest’ottica favoriremo iniziative comuni sia di carattere pienamente scientifico come convegni, workshops e pubblicazioni, intensificando il networking fra i nostri ricercatori e la comunità di studiosi internazionali che animano il Museo, sia con esposizioni ed eventi di divulgazione per un pubblico di non specialisti”.
L’incontro tra realtà museale e mondo accademico si concretizzerà nell’organizzazione di convegni, giornate di studio e seminari, nell’elaborazione di nuovi progetti di ricerca sui reperti della collezione del Museo, nell’attivazione di tirocini curriculari.
“Il progetto scientifico del Museo Egizio è caratterizzato dal ruolo della ricerca e del dialogo con la comunità scientifica internazionale. Auspico che il Museo Egizio, grazie a questo accordo, possa assumere anche un ruolo importante dal punto di vista formativo, offrendo agli studenti e ai ricercatori una palestra per acquisire nuove conoscenze e competenze nell’ambito della cultura materiale, della museologia, dell’archeometria e della storia culturale.” dichiara il Direttore del Museo Egizio Christian Greco “Sono sicuro che questa sinergia svilupperà nuovi stimoli per la creazione di percorsi di ricerca congiunti”.
L’accordo segna il consolidamento di una collaborazione già instaurata tra le due istituzioni culturali che vede l’Università di Torino impegnata in progetti coerenti con le linee di ricerca del Museo Egizio. Tra di esse, grande rilevanza è data alla cultura materiale e all’archeometria sia per lo studio del valore intrinseco degli oggetti, sia per l’interconnessione tra essi e l’uomo che li ha prodotti in uno specifico contesto sociale e antropologico.

Le indagini archeometriche, per le quali il Museo si avvarrà della collaborazione dei Dipartimenti di Fisica e Chimica, offriranno la possibilità di ottenere preziose informazioni sulla produzione e il mantenimento dei reperti favorendo così lo studio e la conservazione attiva degli oggetti.

L’archeometallurgia ha già fatto il suo ingresso al Museo Egizio grazie a un progetto promosso dal Dipartimento di Chimica che studierà i reperti metallici della collezione, focalizzandosi in particolare sugli specchi e la loro composizione chimica, nell’intento di ricostruire un percorso cronologico e geografico inerente la produzione di oggetti in leghe metalliche differenti.
Ulteriori indagini non invasive e micro invasive sono in corso sui coloranti della collezione di tessuti copti del Museo grazie alla collaborazione con la Soprintendenza e il Dipartimento di Chimica, che sta elaborando un protocollo di studio e un piano diagnostico multidisciplinare per la conservazione dei reperti tessili della collezione del Museo: 250 manufatti, dai tessuti di epoca predinastica alle stoffe di epoca romana e alto medievale. Dal prossimo anno accademico un’ulteriore collaborazione interesserà il Corso di Laurea in Archeologia e Storia antica del Dipartimento di Studi Storici.
Il Dipartimento di Scienze della Terra è stato invece coinvolto nell’allestimento delle Gallerie della Cultura Materiale:  docenti e studiosi hanno collaborato alla redazione dei testi dei pannelli didattici che aiutano i visitatori a identificare le pietre con cui sono realizzate statue e altri reperti e hanno fornito i campioni collocati in prossimità di una mappa dell’Egitto che ne indica la provenienza e che i visitatori possono toccare, beneficiando di una nuova esperienza di fruizione della collezione.

Tra gli altri ambiti di ricerca del Museo troviamo poi la metastoria, la ricostruzione dei contesti archeologici e lo studio della ricezione dell’Antico Egitto nei secoli e nelle altre culture con cui questa civiltà è entrata in contatto.
Indagare quali sia la percezione dell’Antico Egitto, come sia stato studiato, recepito, assimilato nelle diverse epoche storiche vedrà coinvolti i dipartimenti umanistici, come nel caso della collaborazione già attiva con i docenti di arabo dei Dipartimenti di Studi Umanistici e di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, che prevede la realizzazione di un convegno di studi sulla ricezione dell’Egittologia nell’Egitto dell’Ottocento, grazie allo studio di fonti arabe locali.
La relazione tra mondo accademico e Museo Egizio ha radici antiche che vanno ricercate all’inizio del secolo scorso, quando – durante gli scavi della Missione Archeologica Italiana – Ernesto Schiaparelli, allora alla direzione del Museo, decise di avvalersi della collaborazione di Giovanni Marro, studioso dell’Istituto di Antropologia dell’Università di Torino. Lo stesso Schiaparelli ricoprì poi la cattedra di Egittologia, prima tenuta dal suo predecessore Francesco Rossi. Anche Silvio Curto, soprintendente al Museo dal 1964 al 1984 e a cui è stata da poco intitolata la Biblioteca, ricevette l’incarico per l’insegnamento di Egittologia all’Università.
“Sono convinta che la sinergia tra il mondo accademico torinese e la Fondazione Museo delle Antichità Egizie possa portare a importanti risultati nel campo della ricerca.” – dichiara la Presidente del Museo Egizio Evelina Christillin – “Il Museo in questo ultimo anno ha infatti saputo intessere un dialogo costante con alcuni Dipartimenti dell’Università diventandone interlocutore privilegiato.”

Testo: Ufficio stampa Museo Egizio di Torino

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