Alto Egitto: apre il Museo Nazionale di Sohag

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Museo di Sohag (ph. MoA)

Lungo le sponde del Nilo è stato inaugurato il nuovo Museo Nazionale di Sohag. Dopo un percorso travagliato segnato da diverse interruzioni dei lavori per divergenze su questioni tecniche di ingegneria e design degli interni, oltre che per la mancanza di fondi (il progetto ha avuto un costo totale di ben 72 milioni di LE = 3,5 milioni di euro circa), finalmente oggi si sono aperte le porte di quello che con i suoi 8.000 metri quadrati sarà uno dei più grandi musei dell’Alto Egitto. E’ stato lo stesso Presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abd el-Fattah al-Sisi a fare il taglio del nastro.

Sohag National Museum (ph. MoA)

L’idea di istituire il Sohag National Museum (SNM) nacque nel lontano 1993; dopo varie sospensioni il progetto riprese forma nel 2006 per fermarsi di nuovo dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011; nel 2015 il progetto fu nuovamente messo in discussione, studiato e messo definitivamente in opera nel 2016.

Come parte integrante di una strategia mirata a portare attenzione e sviluppo alle regioni dell’Alto Egitto, la costruzione di questo museo non nasce solo dalla volontà di donare a questo governatorato un museo di importanza nazionale ma vuole dare la possibilità di sfruttare e incentivare la promozione dell’intera area archeologica, considerando che nella sola area di Sohag sono presenti molti siti risalenti a diverse epoche – dagli arbori della civiltà faraonica fino al periodo greco-romano, copto e islamico – purtroppo poco visitati (tra questi ricordiamo Abydos, Akhmim, Athribis e i due monasteri copti Rosso e Bianco).

Sohag National Museum (ph. MoA)
Sohag National Museum (ph. sis.gov.eg)

Il museo ha la forma di un antico tempio egizio edificato su due piani che si affacciano sul Nilo (dove si trova anche un molo destinato all’attracco dei traghetti turistici) ed è circondato da uno splendido paesaggio costellato da canali d’acqua e fontane. Ad accogliere i visitatori all’ingresso ci sono ben cinque colossi della dea Sekhmet nelle sue sembianze leonine. Il design al suo interno è inspirato dall’ambiente circostante la città di Sohag: le pareti sono dipinte di verde scuro come la rigogliosa vegetazione della zona, mentre lo sfondo delle vetrine è in beige chiaro a simboleggiare l’ambiente desertico del governatorato.

L’esposizione con le pareti in verde scuro come la vegetazione della città e le vetrine in beige chiaro come l’ambiente desertico del governatorato (ph. english ahram)

Il museo espone una collezione di 945 reperti provenienti dagli scavi archeologici della provincia accuratamente selezionati dal Museo Egizio di Piazza Tahrir al Cairo, dal Museo di Arte Islamica nel quartiere Bab Al-Khalq del Cairo, dal Museo Tessile in Al-Moez Street nel centro storico del Cairo (Downtown) e dal Museo Copto nella Cairo vecchia. Il reperto più importante da ammirare all’interno del museo è una statua di un comandante dell’esercito della VI dinastia di nome Wini, il quale rappresenta anche il primo comandante dell’esercito egiziano a noi finora conosciuto. A seguire, per importanza, i bassorilievi di Seti I e una statua di suo figlio Ramesse II. Tra i reperti spicca anche un piccolo manoscritto persiano che tratta una storia d’amore della tradizione locale, ambientata nell’Arabia del VII secolo: è la storia di Qays ibn Al-Mulawah e Layla, nota come la storia di Layla e Al-Majnun. Fanno parte della collezione esposta anche vasi di terracotta, una serie di vasi e lampade in argilla dipinta di diverse forme e dimensioni, una selezione di dipinti, pezzi di stoffa decorati con perline di faience, abiti di lino per bambini, uno scampolo rettangolare di Kiswa (il tessuto di broccato di seta nera, e intessuto da lamine d’oro che riproducono versetti coranici, che copre la Kaʿba della Mecca) e tanti oggetti che rappresentano le tradizioni, i costumi, l’industria e l’artigianato della zona, compresi gli abiti tradizionali e i gioielli.

Sohag National Museum (ph. MoA)

Considerando che lo scopo del museo non è solo quello di riflettere la storia del governatorato dalla preistoria ai tempi moderni, ma anche quello di evidenziare l’identità egiziana attraverso i cambiamenti che hanno avuto luogo nell’Alto Egitto, lo scenario espositivo si concentra su sei aspetti che  hanno influenzato la vita egiziana attraverso i secoli: la regalità, la famiglia, l’arte culinaria e la cucina intesa come ambiente domestico, la fede e la religione, il lavoro e l’industria, il tessile e l’artigianato.

(ph. english ahram)

Per illustrare al meglio l’antica civiltà egizia i reperti sono disposti secondo la nuova filosofia adottata dal Ministero, ovvero quella di trasformare i musei in istituzioni più educative e culturali, sensibilizzando il pubblico all’archeologia e rafforzare il senso di appartenenza. Sempre secondo questa filosofia, i musei regionali dovrebbero sfruttare il loro potenziale, ovvero rispecchiare la città e l’area che li ospita trattando precise tematiche, così che i visitatori locali (e non solo) potranno apprendere grazie alle scene di vita quotidiana come i loro antenati costruirono una così grande civiltà. Infatti, il progetto espositivo del SNM fornisce informazioni dettagliate sulla storia di Sohag, Abydos e Akhmim, così come sul ruolo svolto dai governanti locali nel plasmare la civiltà egizia. A Sohag vissero i sovrani delle prime dinastie faraoniche e questo spiega la scelta della regalità come primo argomento trattato dal nuovo museo. L’oggetto focale di questo tema è un colosso del faraone Ramesse II, candidato a rappresentare l’argomento in quanto fu uno dei più influenti sovrani nella millenaria storia egiziana e costruì anche un tempio ad Abydos. A fargli compagnia anche una collezione di stele e incisioni di Seti I che sono in mostra perché anche questo sovrano, prima di suo figlio Ramesse, costruì sempre ad Abydos il bellissimo tempio dedicato ad Osiride. Sono esposte anche le teste di altri re, statue di alti funzionari, nobili, visir e sacerdoti che ebbero un ruolo influente nel regno, oltre ad armi ed placchette in avorio (scoperte nella necropoli reale della I e della II dinastia ad Abydos) che riportano nomi di re.

Il ministro delle antichità Khaled el-Anani e il governatore di Sohag Ayman Abdel Moneim in visita al SNM per il controllo finale prima dell’imminente apertura (ph. MoA)

La seconda sala del museo rappresenta la famiglia, in particolare la famiglia nell’Alto Egitto. Visto che in questa zona l’unità familiare era un sentimento particolarmente sentito tra i membri della famiglia, il reperto scelto per simboleggiare il legame familiare è una statua di un’antica coppia egiziana. In questo contesto viene anche evidenziato l’importante ruolo che le donne svolsero all’interno del nucleo familiare. I bambini sono rappresentati attraverso giocattoli e vestiti. A tramandarci le tradizioni del matrimonio sono le collezioni di abiti, cosmetici, come pure veri e propri contratti matrimoniali (tra quelli presenti il più illustre risale al periodo ottomano ed è scritto su tessuto).

La terza sezione del museo è dedicata alla cucina, sia come luogo domestico che come preparazione del cibo. Qui sono illustrate diverse ricette lasciateci dagli antichi egizi e si è tentato di mostrare come queste si siano evolute ai giorni d’oggi. Sono in mostra recipienti per gli alimenti e utensili da cucina, oltre a mobili e arredi destinati a questi ambienti e sono stati preparati tavoli da pranzo.

Il lavoro e l’industria sono trattati attraverso l’esposizione di una collezione di statue e strumenti (anche musicali) che rappresentano diversi lavori come quello di scriba, pescatore, artigiano, musicista, cantante, ballerino/a, portatore/trice, ecc…

Sohag è nota per i suoi tessuti e la sua produzione, così il SNM ha assegnato una sala ai tessuti realizzati in città. Il reperto scelto a rappresentare questo aspetto è un involucro di lino su cui è scritto il nome di Pepi I, sovrano della VI dinastia (… – 2280 a.C.). La sala espone tessuti di diversi periodi, dall’antico Egitto al periodo romano, copto e islamico. Le tradizioni folcloristiche di Sohag sono mostrate attraverso una collezione di abiti sia femminili che maschili.

Il punto focale della sezione fede e religione è una copia ottomana del Corano selezionata dal Museo di Arte Islamica del Cairo ed esposta insieme a una raccolta di croci, manoscritti religiosi, contenitori per bruciare incenso e bassorilievi religiosi dell’antico Egitto. In questa sezione viene anche trattato l’argomento della magia rappresentata attraverso bassorilievi e bambole magiche di epoca faraonica, oltre che da monili di epoca copta e islamica.

Il piano interrato è dedicato al culto del pellegrinaggio che ha contraddistinto sia il periodo faraonico che copto e islamico. Il tema non poteva che essere rappresentato dal pellegrinaggio che gli antici egizi erano soliti fare ad Abydos per recarsi al tempio dedicato al dio Osiride. In questa sala sono esposte statue di diverse divinità, sarcofagi di legno e maschere funerarie; viene anche illustrato il pensiero religioso degli antichi egizi e il concetto di immortalità.

Sohag National Museum (ph. MoA)

Per approfondire ogni tematica sono stati allestiti dei suporti in ogni sala del museo. Già dall’apertura sarà avviato un programma educativo mirato agli studenti di ogni ordine e grado così che il museo potrà contribuire con i suoi percorsi all’apprendimento di materie come la storia sia a livello scolastico che universitario. Il museo organizzerà regolarmente dei laboratori educativi, culturali e di artigianato per insegnare ai giovani come si svolgevano i mestieri tradizionali, nonché attività per i bambini per sensibilizzarli alla conoscenza delle loro origini. Il museo ha anche allestito una biblioteca, una sala conferenze e una sala audiovisiva.

Il percorso espositivo è stato studiato anche pensando agli utenti con difficoltà motoria dotando la struttura di rampe e collegando i diversi livelli con ascensori frubili a tutti i visitatori.

Concludendo, il completamento del museo è stato un sogno divenuto realtà e sarà uno specchio che rifletterà la storia di questa regione d’Egitto.

Il video promozionale del Ministero delle Antichità per il Sohag National Museum (MoA)

Nella gallery: Il ministro delle antichità Khaled el-Anani e il governatore di Sohag Ayman Abdel Moneim in visita al SNM per il controllo finale prima dell’imminente apertura (ph. MoA)

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