E’ stata appena inaugurata a Montecarlo una grande esposizione con una tematica davvero molto accattivante e che eserciterà un grande fascino non solo tra gli amanti e gli appassionati della millenaria cultura egizia, ma catturerà senz’altro l’interesse della grande folla. L’ORO DEI FARAONI, questo il tema della mostra, vedrà ripercorre gli oltre 2500 anni di oreficeria nell’antico Egitto. Un vero e proprio tesoro in oro e pietre preziose composto da più di 150 capolavori proveniente dal Museo Egizio del Cairo accenderà lo sguardo dei visitatori fino al 9 settembre p.v. presso il Grimaldi Forum. Molti dei prestigiosi reperti esposti, scoperti nelle tombe reali e dell’élite della corte faraonica, non hanno mai lasciato l’Egitto finora e questo privilegio di cui hanno beneficiato gli organizzatori è stato reso possibile grazie all’imminente trasferimento degli stessi previsto verso il GEM, il nuovo museo di antichità egizie di prossima apertura ai piedi delle piramidi di Giza. Tra questi ci sono i tesori di Tanis, ovvero i meravigliosi oggetti provenienti dal corredo del complesso funerario di Psusenne I – faraone della XXI dinastia (Periodo Tardo) – che saranno i veri e propri protagonisti dell’esposizione monegasca (è presente anche il famosissimo sarcofago d’argento con la testa di falco appartenente a Sheshonq II, sempre scoperto nel complesso di cui sopra che conteneva ben 5 sepolture).

Il percorso espositivo mira a mettere in evidenza non solo i ricercatissimi oggetti di oreficeria che l’aristocrazia egizia sfoggiava, ma dedica un ampio spazio alle tecniche di realizzazione di questi gioielli, analizzando le materie prime, la loro ubicazione, i metodi di approvvigionamento e seguire poi tutta la filiera produttiva. Il deserto egiziano era ricco di risorse minerarie, ma spesso le materie approdavano nell’antica Kemet grazie ad un fitto traffico commerciale con i paesi del Mediterraneo, e non solo: l’Egitto imponeva ai suoi sudditi pesanti tributi che spesso erano rappresentati da pietre e metalli preziosi. Basti pensare che durante le fasi centrali del Nuovo Regno la Nubia consegnava 250 chilogrammi di oro all’anno al solo tempio di Karnak.

Questo viaggio parte quindi con “La sala dell’Eldorado” dove vediamo accostate le pietre grezze all’oggetto realizzato e dove dettagliate mappe consentono di individuare il luogo di estrazione delle pietre.

A seguire la sala dedicata alle “Tecniche di lavorazione orafa”, nella quale è stato attrezzato un laboratorio di oreficeria fedelmente ricostruito e dove vengono svelate le tecniche esecutive dei maestri egizi che ricordiamo essere stati tra i primi ad aver sviluppato l’arte della lavorazione del metallo così pregiato da essere considerato la carne degli dei.

Altro tema approfondito è quello della profanazione delle sepolture reali. La sezione seguente, infatti, è dedicata al “Saccheggio delle opere”; attraverso la lettura di documenti redatti su papiro durante il Nuovo Regno si viene a conoscenza di storie di processi, di bande di profanatori e di corruzione anche di alti funzionari, mentre un film di animazione prodotto da Fleur de Papier illustra i saccheggi delle tombe compiuti nell’antichità.

Non poteva mancare un accenno alla cachette di Deir el-Bahari, il nascondiglio dove all’epoca del Gran Sacerdote Pinegiem II (XXI Dinastia, 990-969 a.C.) furono nascoste più di 50 mummie di sovrani, regine e dignitari che lì furono traslate per essere protette dai ladri di tombe. Dalla DB320 infatti proviene lo splendido sarcofago dorato della principessa Isetemkheb che possiamo ammirare alla mostra.

Da qui, in ordine cronologico, è possibile apprezzare l’evoluzione dell’arte orafa nei 2500 anni della civiltà egizia attraverso l’esposizione degli oggetti di questa collezione temporanea che partendo dai monili del Periodo Tinita, ripercorrono i fasti dell’Antico Regno per continuare poi per le varie epoche che si sono susseguite fino ad arrivare ai tesori del Terzo Periodo Intermedio.

L’esposizione è curata da una già collaudata conoscenza del Grimaldi Forum nonché una garanzia: Christiane Ziegler, conservatrice e direttrice emerita del Dipartimento delle Antichità Egizie del Museo del Louvre, responsabile delle pubblicazioni della missione archeologica del Museo del Louvre a Saqqara e presidentessa del Centro di Archeologia di Menfi.

Non ci resta che varcare i nostri confini ed immergerci in questa nuova esperienza dove gioielli tempestati di pietre preziose, maschere, parure, sarcofagi di estrema bellezza ed altri bellissimi tesori scoperti nella calda terra d’Egitto danno vita ad una esposizione di grande qualità.

Nella gallery alcuni dei meravigliosi reperti esposti.

Per info: http://www.grimaldiforum.com/fr/agenda-manifestations-monaco/l-or-des-pharaons#.W0dgGNIzbDc

Credits: foto Grimaldi Forum

 

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