Inaugurazione della mostra sui reperti della tomba di Userhat (ph. Luxor Times)

E’ stata inaugurata ieri alla presenza del Ministro delle Antichità, il dott. Khaled el-Anani, l’esposizione temporanea allestita nelle sale del Luxor Museum organizzata per mettere in mostra i tantissimi reperti trovati all’interno della tomba appena scoperta di Userhat, il magistrato dell’antica Tebe in carica durante la XVIII dinastia. Invece di immagazzinare, come d’abitudine, tutti i ritrovamenti, questa volta il Ministero delle Antichità ha deciso di esporre al pubblico il ricco corredo funerario che era presente nella Kampp-157, e l’apertura ai visitatori non poteva capitare in un giorno migliore, proprio durante la “Giornata Internazionale dei Musei”.

La mostra espone i tantissimi oggetti che dal ritrovamento della tomba, avvenuta a metà aprile scorso, ad oggi la Kampp-157 ha restituito (leggi l’articolo sull’eccezionale scoperta qui: https://mediterraneoantico.it/articoli/news/scoperta-luqsor-la-tomba-un-magistrato-della-xviii-dinastia-oltre-1000-ushabti/ ). La collezione comprende ushabti, ceramiche, maschere di legno, parti di sarcofagi e papiri; tutti pezzi che risalgono alla XVIII, XXI e XXII dinastia, in quanto, ricordiamo, la sepoltura fu riutilizzata durante il Periodo Tardo.

Sono centinaia i vasi di terracotta trovati, si tratta di una collezione particolarmente interessante per il modo in cui sono stati dipinti: alcuni di loro sembrano emulare le pietre dure, come, ad esempio, l’alabastro.  La maggior parte di questi vasi sono di argilla del Nilo, mentre i colori e gli smalti sono composti da materiali di diversa natura come l’ossido di rame o l’ocra.

Le bare in legno furono realizzate con tavole di palma dum o tamarice, legate tra loro con piccoli inserti in legno di acacia. Gli spazi tra le tavole di legno, in alcune bare, risultano essere state riempite con una sostanza in silice e materiali organici così da garantire la loro resistenza, pur restando sempre leggeri. Le tavole presentano una base bianca in gesso sulla quale furono applicati i colori ed in seguito una sorta di vernice posta a protezione.

Le stele funerarie mostrano le scene tipiche in cui il defunto e la sua famiglia presentano offerte.

Non mancano frammenti di papiro scritti con inchiostro rosso e nero e tessuti di lino dipinto, cesti intrecciati con foglie di palma e maschere funerarie, come non poteva mancare la numerosissima schiera di ushabti che con i suoi oltre mille pezzi ha fatto scatenare tutti i media con notizie sensazionalistiche.

Con l’occasione un accenno anche sulla tomba già nota nel secolo scorso, ma poi rifinita sotto le macerie e riaffiorata dopo gli scavi iniziati in questo 2017. Le pareti non presentano iscrizioni ad eccezione delle porzioni superiori dove sono raffigurati dei fregi decorativi, mentre la seconda sala ha degli sbiaditi resti di una scena dipinta con diverse divinità. Il soffitto invece si presenta in buono stato di conservazione con dipinti bei patters geometrici.

 

Sources: Luxor Times

 

 

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