Un team di ricercatori italiani diretti dal dott. Francesco Porcelli del Politecnico di Torino ha individuato due anomalie al di sotto della superficie della Valle dei Re. Queste anomalie, risultato di un’indagine geofisica che ha permesso di scrutare in modo scientifico il sottosuolo, potrebbero essere antiche camere non ancora scoperte ad appena pochi metri dalla tomba di Tutankhamon.

Anche se situate nei pressi della KV62, le anomalie non sono collegate alla tomba del faraone bambino e sono particolarmente interessanti in quanto non sembrano essere correlate con le cavità sotterranee note – dichiarano Porcelli e i suoi colleghi nella loro pubblicazione sul Journal of Cultural Heritage.

I risultati ottenuti suggeriscono che la prima anomalia, se effettivamente creata dall’uomo, potrebbe riferirsi a un ambiente realizzato in epoca faraonica, in quanto profondità e posizione  escluderebbero un’attività umana più recente. Situata a circa 12 metri dalla camera funeraria di Tutankhamon, presenta all’incirca lo stesso allineamento nord-sud, ma si trova più in alto del suo soffitto e potrebbe anche avere dimensioni molto simili all’ultima dimora del faraone della XVIII dinastia.

La seconda anomalia riguarda un “ellissoide” di forma allungata nei pressi di un’area precedente scavata, che si trova tra le colline della Valle e l’ingresso della tomba di Tutankhamon. Questo significa che se fosse artificiale non potrebbe essere stata realizzata in epoca antica.

La Valle dei Re (ph. presa da Ansa.it di Andrew McConnell_Alamy Stock Photo)

“La valle non è stata completamente scavata, compresa l’area intorno alla tomba di Tutankhamon che sappiamo essere stata in uso verso la fine della XVIII dinastia (1549-1298 a.C.)”, afferma Chris Naunton, egittologo e autore del libro “Searching for the Lost Tombs of Egypt” (La ricerca delle tombe perdute in Egitto). La Valle non fu utilizzata per la sola sepoltura dei sovrani, nei 64 ambienti mappati trovarono l’eterno riposo anche i membri della famiglia reale, funzionari che godettero di un particolare favore del faraone, così pure animali domestici probabilmente appartenuti alla casa reale; mentre alcuni ambienti furono scavati per essere adibiti a magazzini per il materiale d’imbalsamazione. A conti fatti mancano all’appello ancora diverse sepolture dei membri della famiglia reale della XVIII dinastia, tra di esse anche quella dell’iconica regina Nefertiti. Secondo Naunton, se la regina fosse stata inumata da qualche parte nella valle, in base agli usi di quel periodo si dovrebbe cercare nelle zone limitrofe alla tomba di Tutankhamon, anche se potrebbero esistere altri luoghi adatti alla sua sepoltura.

Saranno necessarie ulteriori analisi per comprendere meglio la natura delle anomalie riscontrate dal dott. Porcelli e dai suoi colleghi. Nell’attesa non ci resta che sperare nel ritrovamento di una nuova sepoltura; quel che è certo è che se davvero le anomalie ci guidassero verso una nuova tomba, al momento del suo ritrovamento lo stupore e la meraviglia non saranno di certo attenuate dall’intervento tecnologico.

Source: theartnewspaper.com

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