Tra Pompei e La Venaria Reale lavori in corso e sviluppi futuri

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A un anno dalla stipula della convenzione di collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino, il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e il Parco Archeologico di Pompei, il bilancio delle attività di studio e restauro avviate è di grande rilievo.

La sinergia tra gli enti ha permesso a docenti, studenti e restauratori di lavorare sia nell’area archeologica, sia su un ampio lotto di opere trasferite nei laboratori del Centro, con il costante confronto e supporto scientifico del Direttore del Parco Archeologico di Pompei, il prof. Massimo Osanna.

All’arrivo di numerosi reperti provenienti dalla città antica destinati alle attività didattiche e alle tesi degli studenti dell’ultimo anno del corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, è seguita, nell’estate del 2016, l’attivazione di cantieri didattici di restauro nella Domus della Caccia Antica. Il complesso abitativo, esteso per circa 600 mq e articolato in numerosi ambienti, si affaccia su via della Fortuna, uno dei principali assi del sito archeologico. Il Centro Conservazione e Restauro ha ottenuto l’incarico da parte del Parco Archeologico di Pompei di progettare il recupero complessivo in vista della riapertura al pubblico.

Venerdì 19 maggio al Centro si svolgerà a partire dalle 10.00 un incontro che sarà l’occasione per fare il punto su quanto ad oggi realizzato e sulle nuove sfidanti prospettive di collaborazione tra Pompei e Venaria.

Il Progetto:

L’Università degli Studi di Torino e il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” hanno stipulato con la Soprintendenza speciale per Pompei Ercolano e Stabia una convenzione triennale. Tale accordo prevede una stretta collaborazione finalizzata ad interventi di restauro sia nell’area archeologica, sia su un ampio lotto di opere archeologiche trasferite nei laboratori del CCR. Le attività vedranno coinvolti gli studenti del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali che potranno operare direttamente sulle testimonianze antiche delle città distrutte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il progetto è infatti inserito nel percorso di studi dell’Ateneo torinese di durata quinquennale che consente di ottenere contestualmente il titolo di Laurea Magistrale e l’Abilitazione alla professione di restauratore. Nell’estate del 2016 avrà infatti inizio un importante cantiere didattico dedicato alla Domus della Caccia Antica: dieci studenti del corso accompagnati da due docenti interverranno sui magnifici affreschi e sul mosaico pavimentale che decorano il tablinum, uno dei vani più prestigiosi dell’abitazione pompeiana. L’intervento si configura come estremamente impegnativo a causa del degrado dovuto alle infiltrazioni. Il progetto prevede la riapertura al pubblico dell’eccezionale complesso abitativo: in attesa del completamento dell’intervento, l’attività di restauro sarà condotta secondo la modalità del ‘cantiere aperto’, cioè i visitatori potranno assistere alle operazioni ed essere informati delle attività in corso. Il cantiere si affiancherà alle sistematiche ed estese operazioni di restauro del Grande Progetto Pompei che negli ultimi anni sta restituendo a nuova vita uno dei più importanti siti archeologici del mondo. Nel frattempo, un’ampia serie di reperti provenienti dalla città antica è giunta durante l’inverno a Venaria ed è stata inserita all’interno delle attività didattiche, coinvolgendo numerosi studenti del 3° e del 4° anno di corso. Tra questi sono un numeroso lotto di vasi in bronzo, provenienti dalle ricche mense pompeiane. Alcuni di questi sono stati danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale dai bombardamenti dell’agosto del 1943. La sfida in questo caso si presenta particolarmente impegnativa, perché al degrado del tempo si aggiunge quello apportato dalla violenza della guerra. Tra i numerosi affreschi strappati e collocati su pannelli di cemento, alcuni sono stati scelti come opere da affrontare in tesi e vedranno impegnati laureandi giunti al 5° anno. Gli studenti stanno lavorando su casi di studio molto diversi fra loro, procedendo con interventi destinati alla conoscenza e al recupero di opere di grande rilievo: ognuno di essi è seguito da un docente restauratore e da un team composto da un archeologo e da esperti di diagnostica (chimici, fisici, geologi, biologi…). Anche le decorazioni policrome degli stucchi dal tempio di Apollo, uno dei principali edifici sacri della città, saranno oggetto di uno studio analogo. Tra le opere in corso di studio e di intervento presenta particolare difficoltà la ricomposizione delle statue di piccolo formato del Satiro e del Paride che facevano parte dell’arredo scultoreo della Casa dei Vettii. A seguito delle vicende del trafugamento avvenuto nel 1978, oggi risultano incomplete e in frammenti: oltre all’intervento di restauro sulle opere, il progetto prevede la possibilità di realizzare una ricostruzione virtuale delle statue e il ricollocamento di copie nel sito dove esse erano anticamente esposte, secondo modalità espositive recentemente utilizzate nel sito di Pompei e che hanno trovato elevato apprezzamento presso i visitatori dell’area archeologica.

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