Nel comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme si conservano i resti della residenza romana di Elena, la madre di Costantino, dove vi abitò dopo la battaglia di Ponte Milvio nel 312 d.C., trasformando e ampliando la residenza degli imperatori della dinastia dei Severi, in particolare di Elagabalo, che aveva fatto costruire delle strutture adibite per giochi ricordate come Anfiteatro Castrense e Circo Variano. Dagli scavi effettuati nella zona, il Sessorium citato dalle fonti cristiane, restano l’aula riutilizzata come cappella per la conservazione della Croce, la sala absidata definita impropriamente “Tempio di Venere e Cupido” e resti di domus affrescate e impreziosite di ricchi mosaici. Diversamente, gli scarsi resti delle terme severiane fatte restaurare da Elena, non sembrano pertinenti alla proprietà imperiale ma di uso pubblico.
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È di pochi giorni fa la notizia di nuove scoperte nell’area archeologica, all’interno delle domus costantiniane. Grazie ai lavori effettuati dalla Soprintendenza Speciale di Roma, sono emersi tre ambienti fino ad ora sconosciuti della cosiddetta Domus dei ritratti che chiarisce la funzione della residenza dei dignitari di Elena, madre di Costantino. I lavori guidati da Francesco Prosperetti hanno interessato anche la zona della Domus della fontana in cui si sono svolti importanti restauri, e facendo venire in luce murature e pavimenti impreziositi da mosaici del IV secolo.
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La pulizia ha così permesso di capire meglio la funzione dei vari ambienti all’interno dell’intera struttura così da risultare più leggibili anche in vista delle riaperture al pubblico. Le visite guidate iniziate giorno 8 luglio, proseguiranno fino al 16 senza prenotazione dalle 19 alle 20, mentre dal 21 luglio all’1 settembre apertura gratuita tutti i venerdì dalle 20 alle 23 con visite su prenotazione.
Il Soprintendente Prosperetti ha spiegato che i nuovi lavori hanno portato in luce le residenze del seguito di Elena che si stanzia a Roma come reggente mentre Costantino va a Costantinopoli. Gli archeologi hanno messo in luce nuovi ambienti che danno notizie su un ingresso della Domus principale, quella dei ritratti. Il restauro inoltre ha permesso di stabilire meglio i rapporti tra i vari ambienti e la divisione tra le stanze afferma l’archeologa Anna De Santis.