Dopo 4 anni si conclude ad Ostia Antica il restauro degli edifici lungo il Decumano

0
1386

“Decidemmo di recarci ad Ostia, piacevolissima città (amoenissimam civitatem”). L’entusiasmo di Minucio Felice, scrittore cristiano tra II e III secolo non sembra poi, a distanza di secoli, essere diverso da chi oggi visita il Parco Archeologico di Ostia Antica. Un motivo in più per andare a visitare l’are archeologica ve lo diciamo noi, perché da oggi sono stati resi disponibili alla fruizione ben 187 ambienti, interamente restaurati, posti sulla sinistra del Decumano, una tentazione assolutamente irresistibile per chi volesse conoscere la città antica nel II secolo d.C.

Panoramica aree restaurate

La visita inoltre, continua verso il cuore commerciale di Ostia, quello fatto di magazzini e botteghe dove riecheggiano ancora i rumori dei venditori  e dei carretti che attraversavano l’arteria principale dell’antica città portuale. Gli edifici da poco restaurati, sono quelli che accompagnano il visitatore una volta superato l’ingresso antico di Porta Romana e offrono uno spaccato di vita unico in cui si susseguono edifici pubblici e privati, terme, insulae e tabernae. I lavori sono frutto di quattro anni di indagini che hanno permesso di ristrutturare e rinvigorire setti murari e strutture emerse durante gli sterri effettuati nei primi del ‘900 e tra gli anni ’39 e ’40.

“Questo imponente restauro – spiega Mariarosaria Barbera, direttore del Parco archeologico – ha consolidato e pulito gli edifici alla sinistra del Decumano per 670 metri lineari, su un percorso molti ricco di monumenti, magazzini e locali commerciali.

Mitreo dei Serpenti

Tra Portici, tabernae e domus – immaginiamole di due o più piani, come indicano le scale ancora conservate – si aprono il cosiddetto Monumento Repubblicano, il Tempio Collegiale e la sede degli Augustali. Più in là il Caseggiato del Sole, esempio di edilizia residenziale e commerciale, e il Mitreo dei Serpenti, con gli affreschi protetti da una nuova copertura. Consolidati e restaurati, infine, i 31 ambienti nei quali si articolavano le Terme dell’invidioso, che conservano ampi mosaici con figure marine. Si riaprono al pubblico 13 mila metri quadri di edifici restaurati con 1,8 milioni di euro per una media di 138 euro al metro quadro”.

Cinzia Morelli e Paolo Germoni, archeologhe e responsabili dei lotti di cantiere, si sono avvalse di una equipe multi-disciplinare composta da specialisti altamente qualificati tra archeologi, architetti, rilevatori, restauratori, operai e giardinieri. I fenomeni più gravi riscontrati, interessavano la metà inferiore degli elevati e sono da attribuire alla risalita capillare dell’acqua.

Colonne degli Horrea di Hortensius

“Archeologia e architettura hanno dialogato ed è stata perseguita la filosofia del minimo intervento, per ridurre l’invasività e consentire la reversibilità degli interventi – spiega Cinzia Morelli. Dopo il diserbo è stato eseguito il lavaggio con acqua e la spazzolatura a mano di tutte le superfici per eliminare i depositi superficiali e la patina biologica. È stata rinnovata la malta dove risultava erosa, reintegrate le lacune con materiali originali o realizzati in fornace con le stesse metodologie seguite nel II secolo”.

In funzione dei restauri sono stati condotti anche dei limitati interventi di scavo con la messa in luce di piani pavimentali in sesquipedali ed in opera spicata nelle tabernae, in mosaico o in lastre di marmo nell’impianto termale dell’invidioso.

Terme dell’Invidioso

In alcuni casi, all’interno degli ambienti sono stati messi in evidenza sistemi fognari preesistenti all’impianto. Tutti i nuovi risultati sono stati ampiamente documentati graficamente e fotografati, rivelando che la realtà ostiense, ad un secolo circa dai primi scavi, è ancora ricca di novità e ritrovamenti interessanti per la storia degli studi.

All’apertura dei nuovi edifici è intervenuto anche il ministro Dario Franceschini che ha lanciato un appello alle grandi aziende italiane per investire, tramite ArtBonus, sul sito di Ostia. “L’utilizzo dei fondi comunitari per la rinascita di Pompei è ormai una best practice internazionale, l’Ue e l’Unesco lo considerano un modello da seguire. Per questo la nostra idea è quella di impostare insieme all’Unione Europea un piano che, su quel modello, consenta permanentemente di fare la manutenzione e la valorizzazione del Parco archeologico di Ostia antica”.

“E’ evidente che Ostia Antica è in una posizione straordinaria: è a poca distanza dai milioni di visitatori che arrivano a Roma da tutto il mondo ogni giorno, è collegata da un treno e da un percorso bellissimo lungo il fiume – ha proseguito il ministro che ha lanciato un appello alle aziende italiane –  abbiamo una normativa di vantaggio fiscale, l’Artbonus, e penso che se una grande azienda italiana decidesse di legare il suo nome a Ostia Antica farebbe del bene a se stessa e al Paese”.

Per le foto e il testo si ringraziano il Parco Archeologico di Ostia Antica e il MIBACT

Articolo precedenteFranceschini, con Ue un piano per Ostia Antica come Pompei
Prossimo articoloAl Museo Egizio va in scena A casa di Kha, una visita guidata per scoprire la vita quotidiana degli antichi egizi
Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here