Il Codex Æsinas: desiderato dai Medici, bramato da Hitler e ossessione...

Nel 1936, durante uno dei suoi primi viaggi ufficiali in Germania, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, Benito Mussolini ricevette da Adolf Hitler una richiesta tutt’altro che casuale: ottenere il Codex Aesinas Latinus 8. L’interesse del Führer non era affatto misterioso. Quel manoscritto custodisce infatti una delle più antiche e autorevoli testimonianze della “Germania” di Tacito, un testo che i teorici nazisti consideravano fondamentale per strumentalizzare ed esaltare le teorie sulla purezza della razza ariana. La storia di questo tanto desiderato manoscritto.

Lettere di Amarna

Le Lettere di Amarna sono un corpus di circa 380 tavolette d’argilla scritte in cuneiforme e risalenti al XIV secolo a.C., scoperte nel sito di Amarna. Costituiscono la corrispondenza diplomatica tra i faraoni egizi, in particolare Amenofi III e Akhenaton, e i sovrani del Vicino Oriente, come quelli di Babilonia e Mitanni. Redatte prevalentemente in accadico, lingua diplomatica dell’epoca, queste lettere trattano alleanze, matrimoni politici, scambi di doni e richieste di aiuto militare. Offrono una testimonianza fondamentale delle relazioni internazionali durante l’età del bronzo e rivelano un sistema politico complesso e interconnesso. La loro importanza risiede nel fornire una visione diretta della diplomazia antica e delle dinamiche di potere tra grandi imperi e stati vassalli.

Il tempio di Hibis nell’oasi di Kharga

Il Tempio di Hibis, situato nell’oasi di Kharga nel deserto occidentale egiziano, è uno dei templi meglio conservati dell’epoca tardo-faraonica. Edificato principalmente sotto il regno di Dario I (VI secolo a.C.), durante la dominazione persiana dell’Egitto, rappresenta una straordinaria fusione di tradizioni egizie e influenze straniere. Il tempio era dedicato al dio Amon nella sua forma locale (Amenebis), e decorato con rilievi ricchi di simbolismo religioso e politico. Le sue pareti raccontano rituali, offerte e cosmologie, offrendo uno sguardo prezioso su un periodo di transizione storica.

Tekenu e muu, un rituale nella cultura funeraria dell’Antico Egitto

Nelle scene funerarie dell’Antico Egitto, soprattutto del Nuovo Regno, compaiono due elementi rituali enigmatici: "Tekenu" e "Muu". Il "Tekenu" è raffigurato come una figura umana rannicchiata, avvolta in una pelle animale e posta su una slitta durante il corteo funebre; la sua funzione è dibattuta e interpretata come simbolo di rinascita, purificazione o sostituto rituale del defunto. I "Muu", invece, erano danzatori sacri associati alla città di Buto, riconoscibili per le alte corone di giunco. Essi accoglievano il defunto alla necropoli, svolgendo un ruolo liminale di “traghettatori” simbolici tra il mondo dei vivi e l’aldilà.

Un matrimonio nell’Egitto romano: il contratto di Ossirinco (157–158 d.C.)

Nel 157–158 d.C., nella città egiziana di Ossirinco, venne redatto un contratto di matrimonio oggi noto come P.Oxy. XLIX 3491. Sebbene frammentario, il papiro documenta l’unione tra Chaeremonis e Dionysapollodorus e offre uno sguardo concreto sulle pratiche matrimoniali nell’Egitto romano. Infatti, il documento non è solo una registrazione formale di nozze. È una finestra spalancata sulla vita quotidiana, sui legami familiari, sulle strategie economiche e sulla sorprendente autonomia giuridica femminile.

Il Navigium Isidis: rito, mare e identità nel Mediterraneo antico

E già l’aurora portatrice di luce, diffondendo il giorno con il suo candido splendore… (Met. XI, 1) Così Apuleio apre la scena del Navigium Isidis:...