Appia Antica, Regina Viarum – pietra, potere e memoria
Perché la Via Appia è la Regina Viarum? Costruita dal 312 a.C. come strumento di potere e via di comunicazione verso l'Oriente, la strada dei grandi basoli di selce intrecciò eserciti, merci e idee dal Mediterraneo greco a Roma. Un itinerario fra pietra, potere e memoria, oggi patrimonio UNESCO.
Di eclissi solari e antico Egitto
Per gli antichi Egizi, il cielo non era mai soltanto uno spazio da osservare: era un luogo abitato e vissuto dagli dèi, attraversato ogni giorno dalla barca solare di Ra. E quando il Sole improvvisamente si oscurava, il fenomeno poteva assumere un significato inquietante. La lotta tra l’ordine e il caos, combattuta ogni notte, sembrava sconfinare nel mondo visibile, preannunciando la vittoria del caos, Isfet, sulla Maat, l’ordine cosmico.
Ap (Jp): l’antico gioco egizio antenato della morra
Tutti noi, da bambini, ci siamo cimentati almeno una volta nel gioco della morra, un passatempo vecchio come il mondo le cui origini si perdono nell'antico Egitto. Gli Egizi, infatti, si dilettavano spesso in un gioco molto simile, chiamato Ap (Jp).
I Templi del Leone o di Apedemak
Nel cuore della Nubia antica, tra le sabbie del Sudan settentrionale, sorgono i maestosi templi dedicati ad Apedemak, il dio-leone del regno di Meroe. I complessi di Musawwarat es-Sufra e Naga rappresentano alcune delle più straordinarie testimonianze della civiltà meroitica, fiorita tra il III secolo a.C. e il IV secolo d.C. Qui, l'immagine del leone assume una valenza religiosa e politica: Apedemak, divinità guerriera e protettrice della regalità, incarna il potere, la fertilità e la forza dello Stato kushita. Le decorazioni scolpite sui templi, ricche di influenze africane, egizie ed ellenistiche, rivelano una cultura originale e sofisticata, capace di elaborare una propria identità religiosa.
Il tempio di Beit el-Wali
Il tempio di Beit el-Wali è un santuario rupestre della Nubia fatto scavare da Ramesse II nel XIII secolo a.C. Fu dedicato ad Amon-Ra, Ra-Horakhty, Khnum e Anukis. Le sue pareti mostrano vivaci rilievi e pitture che celebrano le campagne militari di Ramesse II contro Nubiani, Libici e Asiatici, oltre a scene religiose e offerte agli dèi. Ce lo descrive minuziosamente il nostro Gilberto Modonesi in questo nuovo articolo. Buona lettura!
Una metafora di buon augurio per i defunti
Nel testo della tomba di Inherkhawy (TT 359, Deirr el-Medina), troviamo il termine seryw che significa “coloro che dormono” e si riferisce ai defunti. Il determinativo con un letto e una piccola anatra simboleggia la fecondità e il legame tra vita e morte, ed è un bellissimo esempio della creatività degli scribi egizi nell'usare simboli per esprimere significati profondi sulla morte e rinascita.














