I Templi del Leone o di Apedemak
Nel cuore della Nubia antica, tra le sabbie del Sudan settentrionale, sorgono i maestosi templi dedicati ad Apedemak, il dio-leone del regno di Meroe. I complessi di Musawwarat es-Sufra e Naga rappresentano alcune delle più straordinarie testimonianze della civiltà meroitica, fiorita tra il III secolo a.C. e il IV secolo d.C. Qui, l'immagine del leone assume una valenza religiosa e politica: Apedemak, divinità guerriera e protettrice della regalità, incarna il potere, la fertilità e la forza dello Stato kushita. Le decorazioni scolpite sui templi, ricche di influenze africane, egizie ed ellenistiche, rivelano una cultura originale e sofisticata, capace di elaborare una propria identità religiosa.
Il tempio di Beit el-Wali
Il tempio di Beit el-Wali è un santuario rupestre della Nubia fatto scavare da Ramesse II nel XIII secolo a.C. Fu dedicato ad Amon-Ra, Ra-Horakhty, Khnum e Anukis. Le sue pareti mostrano vivaci rilievi e pitture che celebrano le campagne militari di Ramesse II contro Nubiani, Libici e Asiatici, oltre a scene religiose e offerte agli dèi. Ce lo descrive minuziosamente il nostro Gilberto Modonesi in questo nuovo articolo. Buona lettura!
Una metafora di buon augurio per i defunti
Nel testo della tomba di Inherkhawy (TT 359, Deirr el-Medina), troviamo il termine seryw che significa “coloro che dormono” e si riferisce ai defunti. Il determinativo con un letto e una piccola anatra simboleggia la fecondità e il legame tra vita e morte, ed è un bellissimo esempio della creatività degli scribi egizi nell'usare simboli per esprimere significati profondi sulla morte e rinascita.
Dal tempio di Dakka a El-Kab
Il Tempio di Dakka, situato nella bassa Nubia e oggi ricollocato presso il Complesso di Wadi es-Sebua, rappresenta un esempio significativo di architettura religiosa tolemaico-romana. Originariamente dedicato a Thot, fu ampliato sotto Augusto, riflettendo la continuità cultuale tra tradizione egizia e dominazione imperiale. Le sue iscrizioni offrono preziose testimonianze linguistiche e religiose della Nubia ellenistica.
Parallelamente, i piccoli templi di El-Kab, antica Nekheb, documentano una lunga occupazione dall’epoca predinastica al periodo tolemaico. Dedicati soprattutto alla dea Nekhbet, questi santuari minori illustrano pratiche cultuali locali e l’evoluzione dell’architettura sacra egizia in contesti periferici ma culturalmente dinamici.
Il Codex Æsinas: desiderato dai Medici, bramato da Hitler e ossessione...
Nel 1936, durante uno dei suoi primi viaggi ufficiali in Germania, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, Benito Mussolini ricevette da Adolf Hitler una richiesta tutt’altro che casuale: ottenere il Codex Aesinas Latinus 8. L’interesse del Führer non era affatto misterioso. Quel manoscritto custodisce infatti una delle più antiche e autorevoli testimonianze della “Germania” di Tacito, un testo che i teorici nazisti consideravano fondamentale per strumentalizzare ed esaltare le teorie sulla purezza della razza ariana.
La storia di questo tanto desiderato manoscritto.
Lettere di Amarna
Le Lettere di Amarna sono un corpus di circa 380 tavolette d’argilla scritte in cuneiforme e risalenti al XIV secolo a.C., scoperte nel sito di Amarna. Costituiscono la corrispondenza diplomatica tra i faraoni egizi, in particolare Amenofi III e Akhenaton, e i sovrani del Vicino Oriente, come quelli di Babilonia e Mitanni.
Redatte prevalentemente in accadico, lingua diplomatica dell’epoca, queste lettere trattano alleanze, matrimoni politici, scambi di doni e richieste di aiuto militare. Offrono una testimonianza fondamentale delle relazioni internazionali durante l’età del bronzo e rivelano un sistema politico complesso e interconnesso.
La loro importanza risiede nel fornire una visione diretta della diplomazia antica e delle dinamiche di potere tra grandi imperi e stati vassalli.















