La storia di Sinuhe

La Storia di Sinuhe narra le vicende di un alto funzionario della corte egizia vissuto agli inizi del Medio Regno. Alla notizia della morte del faraone Amenemhat I, giunta durante una campagna militare, Sinuhe è preso dal terrore e fugge dall'Egitto. Attraversa la frontiera orientale e il deserto, dove, sfinito dalla sete, viene soccorso da genti nomadi. Trova infine accoglienza in Retjenu, nel Levante, presso il sovrano Ammunenshi. Qui prospera: sposa la figlia del re, ottiene terre fertili, diventa capo di una tribù e sconfigge in duello un campione che lo aveva sfidato. Ma con la vecchiaia crescono in lui la nostalgia della patria e il timore di morire in terra straniera. Il faraone Senwosret I, informato della sua sorte, lo richiama con una lettera benevola. Sinuhe torna in Egitto, è riaccolto a corte con tutti gli onori e ottiene una tomba: potrà finalmente riposare nella sua terra. Vertice della prosa egizia, tramandato su papiri e ostraka dal Medio al Nuovo Regno, il testo esplora i temi dell'identità, dell'esilio e del ritorno con una profondità che ne ha fatto un classico senza tempo.

Appia Antica, Regina Viarum – pietra, potere e memoria

Perché la Via Appia è la Regina Viarum? Costruita dal 312 a.C. come strumento di potere e via di comunicazione verso l'Oriente, la strada dei grandi basoli di selce intrecciò eserciti, merci e idee dal Mediterraneo greco a Roma. Un itinerario fra pietra, potere e memoria, oggi patrimonio UNESCO.

Di eclissi solari e antico Egitto

Per gli antichi Egizi, il cielo non era mai soltanto uno spazio da osservare: era un luogo abitato e vissuto dagli dèi, attraversato ogni giorno dalla barca solare di Ra. E quando il Sole improvvisamente si oscurava, il fenomeno poteva assumere un significato inquietante. La lotta tra l’ordine e il caos, combattuta ogni notte, sembrava sconfinare nel mondo visibile, preannunciando la vittoria del caos, Isfet, sulla Maat, l’ordine cosmico.

Ap (Jp): l’antico gioco egizio antenato della morra

Tutti noi, da bambini, ci siamo cimentati almeno una volta nel gioco della morra, un passatempo vecchio come il mondo le cui origini si perdono nell'antico Egitto. Gli Egizi, infatti, si dilettavano spesso in un gioco molto simile, chiamato Ap (Jp).

I Templi del Leone o di Apedemak

Nel cuore della Nubia antica, tra le sabbie del Sudan settentrionale, sorgono i maestosi templi dedicati ad Apedemak, il dio-leone del regno di Meroe. I complessi di Musawwarat es-Sufra e Naga rappresentano alcune delle più straordinarie testimonianze della civiltà meroitica, fiorita tra il III secolo a.C. e il IV secolo d.C. Qui, l'immagine del leone assume una valenza religiosa e politica: Apedemak, divinità guerriera e protettrice della regalità, incarna il potere, la fertilità e la forza dello Stato kushita. Le decorazioni scolpite sui templi, ricche di influenze africane, egizie ed ellenistiche, rivelano una cultura originale e sofisticata, capace di elaborare una propria identità religiosa.

Il tempio di Beit el-Wali

Il tempio di Beit el-Wali è un santuario rupestre della Nubia fatto scavare da Ramesse II nel XIII secolo a.C. Fu dedicato ad Amon-Ra, Ra-Horakhty, Khnum e Anukis. Le sue pareti mostrano vivaci rilievi e pitture che celebrano le campagne militari di Ramesse II contro Nubiani, Libici e Asiatici, oltre a scene religiose e offerte agli dèi. Ce lo descrive minuziosamente il nostro Gilberto Modonesi in questo nuovo articolo. Buona lettura!