Un matrimonio nell’Egitto romano: il contratto di Ossirinco (157–158 d.C.)

Nel 157–158 d.C., nella città egiziana di Ossirinco, venne redatto un contratto di matrimonio oggi noto come P.Oxy. XLIX 3491. Sebbene frammentario, il papiro documenta l’unione tra Chaeremonis e Dionysapollodorus e offre uno sguardo concreto sulle pratiche matrimoniali nell’Egitto romano. Infatti, il documento non è solo una registrazione formale di nozze. È una finestra spalancata sulla vita quotidiana, sui legami familiari, sulle strategie economiche e sulla sorprendente autonomia giuridica femminile.

Il Navigium Isidis: rito, mare e identità nel Mediterraneo antico

E già l’aurora portatrice di luce, diffondendo il giorno con il suo candido splendore… (Met. XI, 1) Così Apuleio apre la scena del Navigium Isidis:...

La cappella di Hathor nel tempio di Hatshepsut

La Cappella della dea Hathor nel tempio funerario di Hatshepsut, a Deir el-Bahari rappresenta uno degli spazi più raffinati del regno di Hatshepsut. Dedicata alla dea vacca dell’amore, della musica e della rinascita, la cappella si distingue per i celebri capitelli hathorici con volto femminile e orecchie bovine. Le pareti narrano il legame divino tra la sovrana e la dea, rafforzando la legittimazione sacra del suo potere. In questo nuovo articolo, Gilberto Modonesi l'architettura, l'iconografia e il significato religioso del santuario. Buona lettura!

La Cappella Rossa di Hatshepsut

La Cappella Rossa di Hatshepsut è un santuario in quarzite rossa costruito nel complesso templare di Karnak, a Tebe, durante il regno della regina Hatshepsut (XVIII dinastia). Era probabilmente destinata a custodire la barca sacra di Amon durante le processioni, in particolare la festa di Opet. Dopo la morte di Hatshepsut, il successore Thutmosi III fece smontare la cappella, riutilizzandone i blocchi come materiale da costruzione; molti furono ritrovati nel XX secolo e il monumento è stato in parte ricostruito. Le pareti sono decorate con rilievi raffinati e testi geroglifici che celebrano la legittimazione divina della regina, raffigurata mentre compie rituali davanti ad Amon e ad altre divinità. Ce ne parla Mario Lauro in questo nuovo numero speciale. Buona lettura!

Inno a Sesostri III

Nel 1889 l’archeologo Flinders Petrie a Lahun portò alla luce un papiro incompleto ed in parte molto corrotto. Il reperto metteva in luce, esaltandone la personalità, il faraone Sesostri III che regnò per circa un trentennio dal 1878 al 1843 ca. (XII Dinastia). Il reperto, in jeratico, fu trascritto in buona parte da Georg Möller in caratteri geroglifici ed infine traslitterato. In questo nuovo speciale, Mario Menichetti ci propone un'analisi minuziosa di questo testo, con traslitterazione e traduzione. Buona lettura ... e buono studio ai più appassionati!

Riflessioni a margine sulla data dell’eruzione del 79 d.C.

Rispondere in modo soddisfacente alle diverse domande sulla data dell'eruzione del Vesuvio richiede una prospettiva interdisciplinare. Un convegno internazionale ha riunito esperti per discutere queste tematiche, evidenziando la complessità del dibattito e la necessità di superare preclusioni ortodosse nel campo della ricerca scientifica. Leggiamo in proposito alcune riflessioni di uno degli organizzatori del convegno, Mario Grimaldi.