Il papiro Jumilhac

Lungo nove metri e conservato al Museo del Louvre (E 7110), il papiro Jumilhac è uno dei documenti religiosi più singolari dell'Egitto tardo. Redatto in geroglifico alla fine dell'età tolemaica e pubblicato da Jacques Vandier nel 1961, raccoglie miti e riti dei distretti XVII e XVIII dell'Alto Egitto, contigui ma separati dal corso del Nilo. Al centro del racconto c'è la lotta incessante di Anubi — qui nelle vesti di combattente più che di imbalsamatore — contro Seth, deciso a impadronirsi degli umori di Osiri custoditi in un vaso. Tra divinità che mutano forma di continuo, eziologie curiose (la pelle di pantera del prete setem, la vite nata dagli occhi di Horus, il vino come le sue lacrime) e la festa dell'aratura legata al ritrovamento delle membra di Osiri, l'articolo propone una ricognizione capitolo per capitolo del papiro e ne restituisce la sorprendente ricchezza narrativa.

Champollion a Benevento, 1826-2026. Dagli obelischi al Tempio di Iside

Il contributo nasce da un’idea di Marcellino Aversano, originario di Benevento, in occasione del bicentenario della visita di Jean-François Champollion alla città. Le diverse...

Un “lago” in piazza Navona. Refrigerio e spettacolo nella Roma barocca

Con il caldo di agosto c’è chi cerca refrigerio in montagna e chi preferisce un tuffo al mare. Nella Roma barocca, invece, i romani avevano trovato una soluzione decisamente più originale e scenografica: allagare Piazza Navona!

I cinque giorni epagomeni nell’antico Egitto: la nascita degli dèi alla...

In copertina: Papiro Leiden I 346, colonna II, righe 6–13. Facsimile da F.-J. Chabas, C. Leemans (ed.), Papyrus égyptiens hiératiques I, tav. CXXXIX (particolare)....

La storia di Sinuhe

La Storia di Sinuhe narra le vicende di un alto funzionario della corte egizia vissuto agli inizi del Medio Regno. Alla notizia della morte del faraone Amenemhat I, giunta durante una campagna militare, Sinuhe è preso dal terrore e fugge dall'Egitto. Attraversa la frontiera orientale e il deserto, dove, sfinito dalla sete, viene soccorso da genti nomadi. Trova infine accoglienza in Retjenu, nel Levante, presso il sovrano Ammunenshi. Qui prospera: sposa la figlia del re, ottiene terre fertili, diventa capo di una tribù e sconfigge in duello un campione che lo aveva sfidato. Ma con la vecchiaia crescono in lui la nostalgia della patria e il timore di morire in terra straniera. Il faraone Senwosret I, informato della sua sorte, lo richiama con una lettera benevola. Sinuhe torna in Egitto, è riaccolto a corte con tutti gli onori e ottiene una tomba: potrà finalmente riposare nella sua terra. Vertice della prosa egizia, tramandato su papiri e ostraka dal Medio al Nuovo Regno, il testo esplora i temi dell'identità, dell'esilio e del ritorno con una profondità che ne ha fatto un classico senza tempo.

Appia Antica, Regina Viarum – pietra, potere e memoria

Perché la Via Appia è la Regina Viarum? Costruita dal 312 a.C. come strumento di potere e via di comunicazione verso l'Oriente, la strada dei grandi basoli di selce intrecciò eserciti, merci e idee dal Mediterraneo greco a Roma. Un itinerario fra pietra, potere e memoria, oggi patrimonio UNESCO.