Inno a Sesostri III

Nel 1889 l’archeologo Flinders Petrie a Lahun portò alla luce un papiro incompleto ed in parte molto corrotto. Il reperto metteva in luce, esaltandone la personalità, il faraone Sesostri III che regnò per circa un trentennio dal 1878 al 1843 ca. (XII Dinastia). Il reperto, in jeratico, fu trascritto in buona parte da Georg Möller in caratteri geroglifici ed infine traslitterato. In questo nuovo speciale, Mario Menichetti ci propone un'analisi minuziosa di questo testo, con traslitterazione e traduzione. Buona lettura ... e buono studio ai più appassionati!

Il rito di “sollevare il cielo”

La religione egizia esprime il conflitto tra il caos e l'ordine stabilito dal demiurgo. Il rito per mantenere l'ordine viene compiuto dal sovrano in ogni tempio, assistito dal dio Shu che separa terra e cielo, mentre Thot è rappresentato con un'asta per perforare il cielo, permettendo ai venti e agli dei di entrare. Il rito di sollevare il cielo viene eseguito con ventagli che simboleggiano i limiti del mondo. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!

Osiri e la tromba nell’antico Egitto

La tromba è uno strumento musicale significativo dell'antico Egitto, noto per il suo uso anche in contesti militari. Due trombe, una in argento e l'altra in rame, sono state trovate nella tomba di Tutankhamon e sono esposte al Grand Egyptian Museum. Plutarco scrisse che la tromba non poteva essere suonata in presenza del dio Osiri, poiché il suo suono ricordava il raglio dell'asino, animale considerato impuro. Vi erano anche divieti di suonare strumenti nei templi, con differenze a seconda della divinità e del luogo. Altre domande rimangono riguardo alle specifiche proibizioni e all'uso della tromba in altri contesti. Di tutto questo ci parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!

Sonorità e silenzi nell’antico Egitto

Visitando l'Egitto, si scoprono luoghi archeologici lungo il Nilo, come templi e piramidi, che ricordano una civiltà antica. Questi luoghi parlano di una cultura...

Il dio Osiri e il pesce ossirinco

Nel secolo scorso, nel sito di Ossirinco, sono stati trovati molti documenti antichi, la maggior parte di epoca greco-romana. Gli scavi hanno anche portato a scoperte artistiche, come immagini in bronzo di un pesce ossirinco, che era importante per la cultura locale. Strabone, nel I secolo d. C., racconta di un conflitto tra Ossirinco e Cynopoli, che iniziò a causa di un pesce ossirinco mangiato. Il mito di Osiri narra della sua morte e di come la moglie Isi recuperò il suo corpo, tranne il fallo, inghiottito dal pesce ossirinco. Isi usa la magia per concepire Horus, il loro figlio. Altre rappresentazioni mostrano il simbolismo del pesce come legato al risorgere del sole e alla fertilità. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona Lettura!

Iscrizioni criptografiche di Esna con arieti e coccodrilli

All'interno del tempio di Esna sono incise due famose iscrizioni criptografiche composte da numerosissime figure di arieti e di coccodrilli. Nella metà sud del tempio, l'iscrizione degli arieti (Es103) è dedicata a Khnum "Signore di Esna", mentre nella metà settentrionale del tempio troviamo l'iscrizione dei coccodrilli (Es126) per Khnum "Signore della campagna". In questo nuovo Speciale, Alberto Elli ci porta a conoscenza del bellissimo lavoro di traduzione e interpretazione che l'egittologo tedesco Christian Leitz ha compiuto su queste affascinanti iscrizioni. Buona lettura!