Il Navigium Isidis: rito, mare e identità nel Mediterraneo antico

E già l’aurora portatrice di luce, diffondendo il giorno con il suo candido splendore… (Met. XI, 1) Così Apuleio apre la scena del Navigium Isidis:...

La cappella di Hathor nel tempio di Hatshepsut

La Cappella della dea Hathor nel tempio funerario di Hatshepsut, a Deir el-Bahari rappresenta uno degli spazi più raffinati del regno di Hatshepsut. Dedicata alla dea vacca dell’amore, della musica e della rinascita, la cappella si distingue per i celebri capitelli hathorici con volto femminile e orecchie bovine. Le pareti narrano il legame divino tra la sovrana e la dea, rafforzando la legittimazione sacra del suo potere. In questo nuovo articolo, Gilberto Modonesi l'architettura, l'iconografia e il significato religioso del santuario. Buona lettura!

Scoperto deposito di sarcofagi e mummie di Cantori e Cantrici di...

Nell’area archeologica di Qurna, West Bank di Luqsor, le sabbie hanno restituito una storia di circa tremila anni fa. Una missione archeologica egiziana congiunta del Consiglio Supremo delle Antichità e della Fondazione Zahi Hawass per le Antichità e il Patrimonio ha portato alla luce un deposito straordinario: 22 sarcofagi dipinti con le loro mummie e otto rari papiri risalenti al Terzo Periodo Intermedio (1070-656 a.C., XXI-XXV dinastia).

Antiche “recensioni” nella tomba di Ramesse VI e Valle dei Re

Camminando tra le vestigia di siti archeologici sparsi nel mondo, vi sarà capitato di imbattervi in antiche iscrizioni lasciate dai viaggiatori che, nei secoli, hanno visitato quei luoghi. Non semplici graffiti, ma veri e propri commenti: impressioni, giudizi, firme, indicazioni sulla provenienza e perfino sulla professione di chi li incise. Testimonianze che ricordano sorprendentemente le moderne recensioni di viaggio. Evidentemente, proprio come accade oggi, anche allora si avvertiva il bisogno di lasciare traccia della propria esperienza. Mai nessun luogo fu risparmiato da questa pratica, neppure la Valle dei Re.

La Cappella Rossa di Hatshepsut

La Cappella Rossa di Hatshepsut è un santuario in quarzite rossa costruito nel complesso templare di Karnak, a Tebe, durante il regno della regina Hatshepsut (XVIII dinastia). Era probabilmente destinata a custodire la barca sacra di Amon durante le processioni, in particolare la festa di Opet. Dopo la morte di Hatshepsut, il successore Thutmosi III fece smontare la cappella, riutilizzandone i blocchi come materiale da costruzione; molti furono ritrovati nel XX secolo e il monumento è stato in parte ricostruito. Le pareti sono decorate con rilievi raffinati e testi geroglifici che celebrano la legittimazione divina della regina, raffigurata mentre compie rituali davanti ad Amon e ad altre divinità. Ce ne parla Mario Lauro in questo nuovo numero speciale. Buona lettura!

I sacrifici umani nell’antica Nubia

Il Regno di Kerma, situato nell'antica Nubia (l'odierno Sudan), è uno dei regni più antichi e misteriosi dell'Africa, fiorito fra il 2500 e il 1500 a.C. circa. Esistono alcuni indizi archeologici che dimostrano che furono praticati sacrifici umani nella cultura di Kerma, anche se risulta ancora difficile affermare che tali pratiche fossero comuni o sistematiche. Le tombe con resti di esseri umani sacrificati (specialmente quelle degli alti funzionari) suggeriscono che ci fosse una componente rituale nella morte e nei culti funerari. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!