Scoperta la rampa processionale di Sarenput I

Cambia la topografia della regione di Qubbet el-Hawa

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L’Alto Egitto ultimamente sembra volerci stupire regalandoci ogni tanto un pezzetto della sua storia antica. È di questi giorni infatti la notizia della scoperta, sulla riva occidentale di Aswan, della rampa processionale di Sarenput I, il primo governatore dell’area all’inizio del Medio Regno. Il ritrovamento effettuato dall’Università di Birmingham (UOB) e dall’Egypt Exploration Society (EES), le quali stanno sviluppando il loro progetto di ricerca in questo settore di Qubbet el-Hawa (QHRP) dall’inizio dell’anno, ha risvolti davvero importanti: con esso infatti cambia la topografia ormai conosciuta da secoli di questa regione.
I lavori di scavo al sito erano già stati avviati e pubblicati nel 1885 dagli archeologi britannici guidati dal generale Francis Grenfell, ma la rampa, a lungo cercata, non era mai stata individuata. Con essa, il Dr. Martin Bommas, direttore del QHRP, ha dichiarato di aver riportato alla luce anche un rilievo presente sul lato orientale della parete nord della rampa, il quale mostra una scena funeraria in alto rilievo. Si tratta dell’esempio più meridionale di arte funeraria risalente ai primi anni del Medio Regno mai trovato finora in Egitto. E’ in arenaria blu, un materiale da costruzione disponibile solo nella zona di Shat elSaba Regal nei pressi di Kom Ombo, ed è dello stesso materiale utilizzato al tempio funerario di Mentuhotep II a Deir el-Bahari e al tempio per la dea Satis sull’isola di Elefantina. Sarenput I, per collegare il fiume Nilo alla sua sepoltura (la QH36), costruì la sua rampa processionale più lunga mai edificata sulla sponda occidentale di Aswan, misura infatti di 133 metri.

Il rilievo sulla rampa processionale
Il rilievo sulla rampa processionale

Le iscrizioni dimostrano che la sua decorazione era già in corso durante l’anno 10 del regno di Senusert I (1910 a.C.) e la scena rituale giunta sino a noi mostra tre uomini trasportare un bovino sacrificale verso la tomba. Dalla ceramica votiva ritrovata in sito, la rampa restò in uso per quasi 600 anni: era un luogo di memoria e di attività rituali funerarie.
Lo scavo condotto in prossimità della rampa processionale ha fatto riemergere dalle sabbie anche dei vasi che erano stati gettati all’interno di un pozzo; secondo il Dr. Eman Khalifa, direttore del progetto ceramiche del QHRP, si tratta di particolari ceramiche con coperchio in uso durante l’Epoca Tarda; esempi analoghi sono giunti dalla cache dell’imbalsamatore scoperta a Saqqara. Le ceramiche mostrano i resti ben visibili dei loro contenuti. Ulteriori analisi chimiche verranno condotte in futuro per identificare il composto e quindi far luce sulle sostanze utilizzate in quel periodo per l’imbalsamazione e la conservazione dei corpi degli antichi Egizi.

Source: Ministry of Antiquities, Cairo.

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