Alla scoperta dell’antica Urbs Salvia

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Due archeologhe: Giuseppina Poloni e Francesca Pettinari che lavorano come guide turistiche nel parco archeologico dell’antica Urbs Salvia e che hanno sentito la necessità di far conoscere in modo semplice e divertente ai più piccoli, e non solo, questo luogo meraviglioso.. grazie anche ad un editore marchigiano che ha creduto in loro fin dall’inizio.

14528240_10210896322345827_481857428_nLa moderna Urbisaglia, posta sulla sommità del colle di S. Biagio, ricalca quello che era il paese medievale; la città romana, invece, aveva tutta un’altra estensione: andava dalla sommità del colle fino al fondovalle e aveva un’estensione di circa 40 ettari.

Nel III secolo a.C. nell’area di fondovalle sorge il primo agglomerato di case a cavallo della via Salaria Gallica (un importante asse viario che attraversava il Piceno da sud a nord). Dopo l’arrivo dei Romani, nel II secolo a.C., viene fondata la prima colonia: la città di Pollentia (il nome probabilmente deriva dalla parola latina “potentia” che significa forza).

In età augustea il centro subisce una seconda fondazione coloniale (diviene cioè colonia per la seconda volta) e subisce numerosi cambiamenti che riguardano anche il nome, infatti da Pollentia diviene Urbs Salvia: “città della dea Salus”. La Salus è una divinità dai caratteri salutari e salvifici, dispensatrice di salute attraverso l’utilizzo dell’acqua (nel territorio della colonia abbondavano sorgenti sotterranee).

Sotto l’imperatore Augusto la città venne inoltre dotata di tutti gli edifici più importanti: il Tempio (circondato da un doppio porticato affrescato) che svettava sul Foro, il teatro, il serbatoio dell’acqua e, alla fine del I sec d.C. venne eretto anche un grande anfiteatro (poteva ospitare più di 7 mila spettatori) grazie alla volontà e al denaro di un importante cittadino locale: Lucio Flavio Silva Nonio Basso, generale romano che mise fine alla guerra giudaica espugnando la fortezza di Masada.

Il libro nasce da un miscuglio di tante cose: l’amore per il territorio, l’interesse per la storia, la grande passione per l’archeologia, la volontà di cercare di far capire a tutti, in particolar modo ai più piccoli, quanto sia bello e interessante il nostro passato. Il gioco è il modo migliore per riuscire ad apprezzare qualsiasi cosa e, allora, perché non usarlo all’interno di un libro per cercare di facilitare l’apprendimento e suscitare l’interesse di grandi e piccini? Il continuo contatto con la gente dovuto al nostro bellissimo lavoro di guide e, soprattutto, il rapporto con le scuole, ci ha portato a realizzare in modo leggero e giocoso questo libro dedicato in modo particolare ai più piccoli: pubblico desideroso e curioso di conoscere le magiche atmosfere del passato. Sotto la guida di Numisio Rufino, piccolo abitante di Urbs Salvia, i lettori s’immergeranno nel passato di questo importante centro del Piceno.

 

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