Per “I percorsi dell’antico Lazio. Itinerari Etruschi e Romani: un viaggio nel tempo” presentati alla BMTA, siamo finiti nell’area montuosa compresa tra le province de L’Aquila e Rieti conosciuta con il nome di Cicolano, antica terra degli Equicoli, eterni nemici dei Romani. Anche Virgilio ci racconta di questo popolo che viveva di caccia e predazione. Qui è stato ritrovato il “tumulo dei guerrieri di Corvaro”, un unicum per i reperti che ha conservato e per la tipologia costruttiva che vede l’impiego di pietra e brecciame in luogo del più comune tufo.
Grafico del Tumulo di Corvaro dove sono evidenziate le 368 sepolture presenti (ph. T. Giuliani)

Questo tumulo raccoglie 368 sepolture risalenti ad epoche diverse: dell’età arcaica, repubblicana ed altre che gli archeologi non sono stati in grado di datare, in quanto i reperti in esse contenuti non forniscono indicazioni certe. All’interno delle tombe maschili sono state trovate armi da offesa e non da difesa, fibule e calzari; in quelle femminili oggetti per la cura del corpo, specchi, tessuti, cinture e gioielli in elettro di probabile fattura etrusca. Una sepoltura ha restituito anche i resti di un mulo.

Disco corazza stola e collana in elettro dalle tombe del tumulo di Corvaro VIII-VI sec. a.C. (ph. simbas.it)

Tutti questi reperti sono stati raccolti nel MAC (Museo Archeologico Cicolano), inaugurato nel dicembre del 2016 e realizzato appositamente per contenere i preziosi ritrovamenti del tumulo e dell’area circostante. Nei giorni scorsi il museo è stato visitato da Vittorio Sgarbi, il quale ha dichiarato di esserne rimasto affascinato per la qualità dei reperti ivi contenuti.

Non ci resta che raggiungere il sito e visitare il museo!

MAC (ph. ostellocasabella.it)
Collana in elettro VII-VI sec. a.C. (ph. rietiinvetrina.it)

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