Scoperta a Tuna el-Gebel una cachette con 17 mummie

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Un susseguirsi di notizie eccezionali giungono dall’Egitto in questo ultimo periodo; l’ultima arriva da Tuna el-Gebel, nel governatorato di Minya, nel Medio Egitto, dove sono state scoperte delle catacombe con un sorprendente numero di mummie non reali del periodo greco-romano.

La cachette di Tuna el-Gebel (ph. euronews.com)

Il Ministro delle Antichità, il dott. Khaled el-Anani, nella conferenza stampa rilasciata ieri parla di diversi pozzi di sepoltura che presentano un certo numero di corridoi lungo i quali è stata scoperta la cachette in cui sono state riposte in antichità per il loro eterno riposo 17 mummie (questo il numero dei corpi comunicato dal Ministero delle Antichità), dodici delle quali quasi intatte. Tra i sarcofagi ritrovati due sono antropoidi e in terracotta, uno dei due è parzialmente danneggiato mentre l’altro è in buono stato di conservazione, gli altri sono tutti in calcare.

La tomba, scavata tra strati sedimentari, ha consegnato anche due papiri scritti in demotico già inviati al laboratorio di conservazione del Grand Egyptian Museum per il restauro, vasi in ceramica, una decorazione in foglia d’oro a forma di piuma, resti di babbuini e sarcofagi di animali.

Tuna el-Gebel era la necropoli di Khmun (capitale del XV nomo dell’Alto Egitto, quello della Lepre; la Hermopolis Magna ribattezzata dai Greci), era la città sacra al dio Thot, infatti diversi dei corpi ritrovati apparterrebbero ai sacerdoti che officiarono il culto del dio nel tempio a lui dedicato presente in città e sempre qui è presente anche la necropoli degli animali dove, insieme ai falchi, furono accolti i corpi imbalsamati di ibis e babbuini, gli animali sacri al dio.

La scoperta, effettuata dagli archeologi dell’Università del Cairo sotto la supervisione del Ministero delle Antichità, è davvero importante in quanto si tratta della prima necropoli umana trovata nell’Egitto centrale con così tante mummie. L’area interessata potrebbe riservare ulteriori sorprese in quanto i ricercatori stanno lavorando al sito archeologico da soli due anni ed hanno iniziato gli scavi solo lo scorso dicembre. La missione, guidata dal professore Salah Al-Kholi, ha scoperto questo ipogeo grazie ad un’indagine con il georadar effettuata in collaborazione con la facoltà di scienze dell’Università del Cairo nell’area ad est della necropoli degli animali scoperta dal dott. Sami Gabra nella prima metà del secolo scorso. Nei dintorni la missione ha anche scoperto una serie di case funerarie romane scavate nell’argilla, all’interno delle quali sono stati trovati una collezione di monete, lampade e altri oggetti domestici.

 

La cachette di Tuna el-Gebel (Photo by Hossam Atef)
La cachette di Tuna el-Gebel (Photo by Hossam Atef)
La cachette di Tuna el-Gebel (Photo by Hossam Atef)
La cachette di Tuna el-Gebel (Photo by Hossam Atef)

Sources: MoA

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