Nel 1889 l’archeologo Flinders Petrie a Lahun portò alla luce un papiro incompleto ed in parte molto corrotto. Il reperto metteva in luce, esaltandone la personalità, il faraone Sesostri III che regnò per circa un trentennio dal 1878 al 1843 ca. (XII Dinastia). Il reperto, in jeratico, fu trascritto in buona parte da Georg Möller in caratteri geroglifici ed infine traslitterato. In questo nuovo speciale, Mario Menichetti ci propone un’analisi minuziosa di questo testo, con traslitterazione e traduzione. Buona lettura … e buono studio ai più appassionati!

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Mario Menichetti

Mario Menichetti napoletano di nascita, eugubino d’adozione, ha esercitato la professione di dottore commercialista con studio in Roma. L’interesse per lo studio e ricerche inerenti la lingua e le scritture egiziane antiche, ed in genere per le lingue dell’antico oriente, maturò sin dagli anni settanta, quando si recò per la prima volta in Egitto. Ha tenuto numerose conferenze sull’argomento, anche presso scuole, per cercare di inculcare interesse e passione per quei strani segni. Innumerevoli sono i lavori di traduzione aventi per oggetto antichi testi, tra i più significativi l’opera omnia di tutte le scritture aventi per oggetto la regina Hatschepsut, la Pietra di Shabaka, il capitolo CXXV del libro dei Morti ecc. Merita infine rammentare alcune ricerche svolte finalizzate all’interpretazione delle scritture meroitiche. Non si definisce assolutamente egittologo ma semplice e serio cultore, per diletto, delle antiche scritture sviluppatesi per circa tre millenni all’ombra delle Piramidi.

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