Lettere di Amarna
Le Lettere di Amarna sono un corpus di circa 380 tavolette d’argilla scritte in cuneiforme e risalenti al XIV secolo a.C., scoperte nel sito di Amarna. Costituiscono la corrispondenza diplomatica tra i faraoni egizi, in particolare Amenofi III e Akhenaton, e i sovrani del Vicino Oriente, come quelli di Babilonia e Mitanni.
Redatte prevalentemente in accadico, lingua diplomatica dell’epoca, queste lettere trattano alleanze, matrimoni politici, scambi di doni e richieste di aiuto militare. Offrono una testimonianza fondamentale delle relazioni internazionali durante l’età del bronzo e rivelano un sistema politico complesso e interconnesso.
La loro importanza risiede nel fornire una visione diretta della diplomazia antica e delle dinamiche di potere tra grandi imperi e stati vassalli.
Pelusio: scoperto un tempio circondato da acque sacre. E’ un unicum...
Nella parte più orientale del Delta del Nilo il limo stratificato dell’antica città di Pelusio ha restituito un edificio unico nel suo genere. Dopo sei anni di pazienti indagini nel sito di Tell el-Farma, gli esperti di una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità hanno riportato alla luce i resti di una struttura religiosa dedicata alla divinità locale di Pelusio.
Il tempio di Hibis nell’oasi di Kharga
Il Tempio di Hibis, situato nell’oasi di Kharga nel deserto occidentale egiziano, è uno dei templi meglio conservati dell’epoca tardo-faraonica. Edificato principalmente sotto il regno di Dario I (VI secolo a.C.), durante la dominazione persiana dell’Egitto, rappresenta una straordinaria fusione di tradizioni egizie e influenze straniere. Il tempio era dedicato al dio Amon nella sua forma locale (Amenebis), e decorato con rilievi ricchi di simbolismo religioso e politico. Le sue pareti raccontano rituali, offerte e cosmologie, offrendo uno sguardo prezioso su un periodo di transizione storica.
Resti di un antico monastero a Wadi Natrun gettano nuova luce...
Nel sito di Wadi El Natrun gli archeologi hanno riportato alla luce un monastero risalente tra il IV e il VI secolo d.C., offrendo uno spaccato vivido e concreto delle prime comunità monastiche.
“Che gli invidiosi scoppino”! L’ironico messaggio in un mosaico romano scoperto...
Durante scavi archeologici nell’antica città di Syedra, sulla costa meridionale della Turchia, è stato rinvenuto un mosaico romano eccezionalmente ben conservato. L’opera risplendeva all’ingresso di un grande edificio residenziale utilizzato tra il II e il VII secolo d.C. La decorazione musiva presenta motivi ornamentali insieme a due iscrizioni in greco.
Ciò che rende il mosaico particolarmente interessante è il contenuto dei testi: uno accoglie gli ospiti con un messaggio positivo, mentre l’altro esprime una frase sorprendente e ironica.
Tekenu e muu, un rituale nella cultura funeraria dell’Antico Egitto
Nelle scene funerarie dell’Antico Egitto, soprattutto del Nuovo Regno, compaiono due elementi rituali enigmatici: "Tekenu" e "Muu". Il "Tekenu" è raffigurato come una figura umana rannicchiata, avvolta in una pelle animale e posta su una slitta durante il corteo funebre; la sua funzione è dibattuta e interpretata come simbolo di rinascita, purificazione o sostituto rituale del defunto. I "Muu", invece, erano danzatori sacri associati alla città di Buto, riconoscibili per le alte corone di giunco. Essi accoglievano il defunto alla necropoli, svolgendo un ruolo liminale di “traghettatori” simbolici tra il mondo dei vivi e l’aldilà.

















