Il Tempio di Debod non è arredo urbano: il destino fragile...

Forse è uno dei monumenti che più colpiscono chi visita Madrid per la prima volta: il tempio di Debod al tramonto, nel Parque del Oeste, è un’esperienza che molti madrileni e turisti amano ripetere ogni volta che possono.

Isole e Santi: a Roma la mostra sui monasteri e i...

La mostra «Isole e santi», realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico di Spalato, si terrà all’École française de Rome da maggio a ottobre 2026. Deriva dal programma di ricerca MONACORALE, che studia la storia e l’archeologia dei monasteri in Istria e Dalmazia dal IV al XII secolo. Il cristianesimo qui si radicò presto, con numerosi santi e monaci, e i monasteri divennero centri culturali. La mostra intende approfondire questo aspetto della storia religiosa e artistica della Croazia.

Le tombe di Rabuya e Samut

Dopo un lungo restauro, Luxor apre al pubblico due tombe del Nuovo Regno: quelle di Amenhotep (TT416) e di suo figlio Samut (TT417). Scoperte nel marzo 2015, le tombe sono state restaurate e illuminate per visite sicure. Entrambi erano "Custodi delle Porte di Amon" durante la XVIII Dinastia, intorno al 1400 a. C. La tomba di Rabuia offre decorazioni vibranti che rappresentano la vita quotidiana e riti funerari, tra cui una rara scena della dea Renenutet che allatta un bambino reale. La tomba di Samut, più piccola ma elegante, presenta condizioni di conservazione notevoli. Oggi i visitatori possono ammirare questi tesori storici.

Una metafora di buon augurio per i defunti

Nel testo della tomba di Inherkhawy (TT 359, Deirr el-Medina), troviamo il termine seryw che significa “coloro che dormono” e si riferisce ai defunti. Il determinativo con un letto e una piccola anatra simboleggia la fecondità e il legame tra vita e morte, ed è un bellissimo esempio della creatività degli scribi egizi nell'usare simboli per esprimere significati profondi sulla morte e rinascita.

Statue, un bagno pubblico tolemaico e una villa romana tornano alla...

Un recente intervento di archeologia preventiva condotto da una squadra del Consiglio Supremo delle Antichità nel quartiere di Muharram Bey (o Moharam Bek), nel cuore di Alessandria d’Egitto, ha riportato alla luce strutture e oggetti che raccontano, con straordinaria chiarezza, come la città sia cambiata nel corso dei secoli. Più che una semplice scoperta, si tratta di una vera e propria finestra aperta sulla vita quotidiana e sull’organizzazione urbana di una delle metropoli culturali più affascinanti dell’antichità.

Pompei, l’IA ricostruisce la fuga di un uomo durante l’eruzione

Per la prima volta, il Parco Archeologico di Pompei ha unito tecnologia avanzata e ricerca storica, lavorando insieme all’Università di Padova – Laboratorio Digital Cultural Heritage – per creare una ricostruzione digitale basata su dati archeologici emersi dagli scavi a cura del Ministero della Cultura. Il risultato è un’immagine potente: un uomo in fuga, colto nell’atto di proteggersi mentre il cielo si gonfia di cenere, lapilli e detriti vulcanici.