
Pensando agli strumenti musicali dell’Egitto antico ci viene spontaneo alla mente la tromba perché conosciamo bene i suoi squilli nell’opera Aida di G. Verdi. Il prode condottiero egizio Radames ha vinto i “barbari etiopi” e il suo trionfo a Menfi è salutato da squilli di trombe. La tromba egizia è uno strumento musicale ben conosciuto per le rappresentazioni di ambiente militare e soprattutto per le due trombe trovate nella tomba di re Tutankhamon complete anche con le loro anime in legno1.
Le due trombe, visibili nel Museo Egizio del Cairo, sono l’una in argento e l’altra in rame (o in bronzo ?)2.
La tromba d’argento è stata trovata a terra nella camera funeraria, la tromba di rame era in un cofano dell’annesso3. Si può ipotizzare che la tromba d’argento fosse una tromba da parata e che la tromba di rame fosse la vera tromba da battaglia.

Nel 1939 la tromba d’argento è stata suonata e si è potuto valutare il suo squillo, decisamente più grave delle trombe moderne. Un musicologo ha definito “rauco” il suono della tromba4.
Essendo la tromba uno strumento tipicamente militare chissà se Tutankhamon avrà avuto l’occasione di suonarla in qualche battaglia.
I testi consultati accennano all’uso della tromba in riti e processioni anche di tipo funerario senza corredare il testo di immagini documentabili5. In effetti non ho trovato nella documentazione disponibile nulla che provi l’uso della tromba in quadri che non siano di ambiente militare. Al contrario, la tromba è quasi sempre presente in quadri in cui sono rappresentati reparti militari.



Plutarco ci viene in aiuto con una segnalazione che proibisce l’uso della tromba in presenza del dio Osiri. Nel volume Iside e Osiride, cap. 30, Plutarco scrive: A Busiride e a Lycopolis non si usano mai le trombe: il loro suono somiglia al raglio dell’asino. Per gli egiziani, in sostanza, l’asino era un animale impuro e demonico, data la sua somiglianza con Tifone (Seth). E quando fanno le focacce per i sacrifici nei mesi di Payni e di Faofi, vi stampano sopra il disegno di un asino legato6.
Una stele conferma il testo di Plutarco: nella parte superiore la stele mostra alcuni animali sethiani, ad esempio la tartaruga. Ma il vero soggetto della stele è un asino incatenato all’interno di un abitacolo a volta. Di spalle figura anche una divinità, Osiri, con in testa un’elaborata corona atef.

Plutarco certifica la proibizione di suonare la tromba in presenza del dio Osiri. Ma questa proibizione era locale, ristretta ai siti di Busiride e Lycopolis7, o era estesa anche a altre divinità?
Suonare la tromba era proibito nel tempio di Esna. Al termine di un rito serale dedicato al dio Khnum troviamo questo testo: Fare la grande offerta di ogni cosa buona e pura. Cantare da parte dei cantori maschi del tempio di fronte a questo dio, fino a che la quarta ora della notte sia in corso. Ma non cantare accompagnandosi con l’arpa, né battere il tamburo, né squilli di trombe nella recinzione del tumulo8. Questo testo va oltre la proibizione di suonare la tromba, qui sono proibiti anche l’arpa e il tamburello e la divinità è Khnum e non Osiri.
Un’altra verifica che riguarda direttamente Osiri possiamo averla dal testo del decreto dell’Abaton, il grande decreto scolpito nel tempio di File nell’area della porta di Adriano9.

Questo testo indica le prescrizioni relative al culto di Osiri nella vicina isola di Bigge, un’isola inaccessibile, dove era sepolto il dio Osiri10.

Riportiamo qui solo i divieti dell’Abaton che interessano direttamente il nostro tema: divieto di usare strumenti musicali: non lasciare battere il tamburo e cantare con l’arpa o il flauto. Obbligo di silenzio non lasciare che si alzi la voce là. A Bigge si trovava la tomba di Osiri e quindi ci aspettiamo di trovare il divieto di suonare la tromba. Invece il decreto dell’Abaton vieta il tamburello, l’arpa e il flauto. Nessun accenno alla tromba! Forse questo divieto era tanto scontato da ritenere che non fosse il caso di ufficializzarlo nel decreto.
Sorprende il divieto di suonare l’arpa e il flauto. Entrambi questi strumenti musicali hanno un suono “dolce” che dovrebbe essere gradito agli dei e avrebbe potuto favorire il canto corale dei preti.
Ma non è sempre così. Infatti, nel suo articolo P. Testa, Sonorità e silenzi nell’antico Egitto, presenta a pag. 25 una scena del tempio di Dendera in cui il re fa un’offerta di vino alle divinità. Dietro il re una figura femminile con la corona dell’Alto e Basso Egitto suona l’arpa11.
È evidente che la scelta degli strumenti musicali per fare musica davanti a Osiri e altre divinità non era uniforme e dipendeva da fattori religiosi locali che non sempre siamo in grado di conoscere.
Per il divieto di suonare la tromba in presenza di Osiri nelle località di Busiride e Lycopolis una curiosa spiegazione ce la fornisce Plutarco. Accontentiamoci di questa spiegazione: il suono della tromba assomiglia al raglio dell’asino.
Gilberto Modonesi
1) Sulla tromba egizia esiste una monografia di Hickmann, La trompette dans l’Egypte ancienne, ASAE, Cahier n. 1, Le Caire 1978.
2) Non è mai stata analizzata.
3) N. Reeves, Tutankhamon, Belford, London 1990, pagg. 164-165.
4) N. Reeves, 1990, op. cit. pag. 165.
5) Simini & Betrò, Sono venuta correndo a cercarti, Edizioni ETS, Pisa 2009: Lisa Manniche, Music and musicians in ancient Egypt, British Museum Press, London 1991; G. Careddu, La musica nell’antico Egitto, Museo Egizio di Torino, 1990.
6) Plutarco, Iside e Osiride, cap. 30; R. Gillam, Performance and Drama in ancient Egypt, Blidden Ltd., London 2005, pagg. 120-121, L’autore riprende questo tema [la proibizione di suonare la tromba,] e lo conferma con una citazione da un volume di Sauneron relativa a un rito compiuto nel tempio di Esna.
7) Una nota del commentatore al testo di Plutarco ritiene che Lycopolis non sia Assiut, ma un sito del Basso Egitto vicino a Busiride.
8) S. Sauneron, Les fetes religieuses d’Esna aux derniers siècle du paganisme, IFAO, Le Caire 1962, pag. 351.
9) Il Decreto dell’Abaton è pubblicato in Mediterraneo Antico da Alberto Elli, sia nella versione geroglifica che nella traduzione italiana.
10) In verità a Bigge era sepolta solo la gamba sinistra di Osiri.
11) L’articolo di P. Testa è pubblicato in Mediterraneo Antico.















