Fig. 1 – Immagini delle due trombe e delle loro anime in legno trovate nella tomba di Tutankhamon. La tromba in argento è lunga 58 cm., la tromba di rame è lunga 50 cm. L’immagine di queste trombe è ripresa dal volume di N. Reeves, Tutankhamon, 1990, figura e testo alle pagg. 164-165.

Pensando agli strumenti musicali dell’Egitto antico ci viene spontaneo alla mente la tromba perché conosciamo bene i suoi squilli nell’opera Aida di G. Verdi. Il prode condottiero egizio Radames ha vinto i “barbari etiopi” e il suo trionfo a Menfi è salutato da squilli di trombe. La tromba egizia è uno strumento musicale ben conosciuto per le rappresentazioni di ambiente militare e soprattutto per le due trombe trovate nella tomba di re Tutankhamon complete anche con le loro anime in legno1.
Le due trombe, visibili nel Museo Egizio del Cairo, sono l’una in argento e l’altra in rame (o in bronzo ?)2.

La tromba d’argento è stata trovata a terra nella camera funeraria, la tromba di rame era in un cofano dell’annesso3. Si può ipotizzare che la tromba d’argento fosse una tromba da parata e che la tromba di rame fosse la vera tromba da battaglia.

Fig. 2 – La tromba d’argento di Tutankhamon, forse una tromba da parata, reca immagini finemente scolpite di fiori di loto e figure delle principali divinità. L’immagine è tratta dal volume di Z. Hawass, King Tutankhamon, 2007, pag. 76.

Nel 1939 la tromba d’argento è stata suonata e si è potuto valutare il suo squillo, decisamente più grave delle trombe moderne. Un musicologo ha definito “rauco” il suono della tromba4.
Essendo la tromba uno strumento tipicamente militare chissà se Tutankhamon avrà avuto l’occasione di suonarla in qualche battaglia.
I testi consultati accennano all’uso della tromba in riti e processioni anche di tipo funerario senza corredare il testo di immagini documentabili5. In effetti non ho trovato nella documentazione disponibile nulla che provi l’uso della tromba in quadri che non siano di ambiente militare. Al contrario, la tromba è quasi sempre presente in quadri in cui sono rappresentati reparti militari.

Fig. 3 – La figura al tratto riproduce un rilievo della tomba di Ahmosi ad Amarna. Un trombettiere rivolto verso destra sta nel mezzo di quattro file di soldati che corrono in senso inverso. La figura è tratta dal volume di Hickmann, La trompette dans l’Egypte ancienne, Le Caire 1978, pag. 5, fig. 4
Fig. 4 – La figura mostra due file di soldati, nel registro superiore sono arcieri, nel registro inferiore i soldati sono armati con scudo e lancia. La figura del trombettiere è sul livello inferiore rivolta in senso opposto alla marcia dei soldati. La figura è tratta da Hickman, 1978, op. cit. pag. 15, fig. 21 (La figura pubblicata da Hickmann è tratta dal I volume Manners and Customs of the ancient egyptians di Wilkinson-Birch, 1878, pag. 192.)
Fig. 5 – la figura rappresenta un dettaglio della prima guerra libica di Ramesse III, la conquista della città di Tunip. Al centro della figura un trombettiere rivolto a destra suona il suo strumento mentre alle sue spalle infuria la battaglia. La figura è tratta da Hickmann, 1978, op. cit., pag. 13, fig. 18

Plutarco ci viene in aiuto con una segnalazione che proibisce l’uso della tromba in presenza del dio Osiri. Nel volume Iside e Osiride, cap. 30, Plutarco scrive: A Busiride e a Lycopolis non si usano mai le trombe: il loro suono somiglia al raglio dell’asino. Per gli egiziani, in sostanza, l’asino era un animale impuro e demonico, data la sua somiglianza con Tifone (Seth). E quando fanno le focacce per i sacrifici nei mesi di Payni e di Faofi, vi stampano sopra il disegno di un asino legato6.
Una stele conferma il testo di Plutarco: nella parte superiore la stele mostra alcuni animali sethiani, ad esempio la tartaruga. Ma il vero soggetto della stele è un asino incatenato all’interno di un abitacolo a volta. Di spalle figura anche una divinità, Osiri, con in testa un’elaborata corona atef.

Fig. 6 – La parte superiore della stele mostra a destra la figura del dio Osiri. Alle sue spalle sono scolpite le figure di alcuni animali sethiani. Un’enfasi particolare è posta su un piccolo abitacolo a volta in cui c’è un asino incatenato. La figura è tratta da un articolo di P. Vernus, L’Ane, in Vernus & Yoyotte, Le bestiaire des pharaons, 2005, figura di pag. 468 (non sono riuscito a identificare il committente della stele, né il museo in cui si trova).

Plutarco certifica la proibizione di suonare la tromba in presenza del dio Osiri. Ma questa proibizione era locale, ristretta ai siti di Busiride e Lycopolis7, o era estesa anche a altre divinità?
Suonare la tromba era proibito nel tempio di Esna. Al termine di un rito serale dedicato al dio Khnum troviamo questo testo: Fare la grande offerta di ogni cosa buona e pura. Cantare da parte dei cantori maschi del tempio di fronte a questo dio, fino a che la quarta ora della notte sia in corso. Ma non cantare accompagnandosi con l’arpa, né battere il tamburo, né squilli di trombe nella recinzione del tumulo8. Questo testo va oltre la proibizione di suonare la tromba, qui sono proibiti anche l’arpa e il tamburello e la divinità è Khnum e non Osiri.
Un’altra verifica che riguarda direttamente Osiri possiamo averla dal testo del decreto dell’Abaton, il grande decreto scolpito nel tempio di File nell’area della porta di Adriano9.

Fig. 7 – Una bella immagine del tempio di File. La foto del tempio è nel volume di A. Roccati, File, de Agostini, Novara 1980, pagg. 52-53.

Questo testo indica le prescrizioni relative al culto di Osiri nella vicina isola di Bigge, un’isola inaccessibile, dove era sepolto il dio Osiri10.

Fig. 8 – La grande iscrizione dell’Abaton nel tempio di File. Il testo proclama i decreti con le prescrizioni sui comportamenti da tenere per coloro che dovevano andare nell’isola di Bigge per celebrare il culto di Osiri sulla sua tomba. La figura con il testo dell’Abaton è pubblicata nel volume di A. Roccati, File, 1980. op. cit., pag. 96.

Riportiamo qui solo i divieti dell’Abaton che interessano direttamente il nostro tema: divieto di usare strumenti musicali: non lasciare battere il tamburo e cantare con l’arpa o il flauto. Obbligo di silenzio non lasciare che si alzi la voce là. A Bigge si trovava la tomba di Osiri e quindi ci aspettiamo di trovare il divieto di suonare la tromba. Invece il decreto dell’Abaton vieta il tamburello, l’arpa e il flauto. Nessun accenno alla tromba! Forse questo divieto era tanto scontato da ritenere che non fosse il caso di ufficializzarlo nel decreto.
Sorprende il divieto di suonare l’arpa e il flauto. Entrambi questi strumenti musicali hanno un suono “dolce” che dovrebbe essere gradito agli dei e avrebbe potuto favorire il canto corale dei preti.
Ma non è sempre così. Infatti, nel suo articolo P. Testa, Sonorità e silenzi nell’antico Egitto, presenta a pag. 25 una scena del tempio di Dendera in cui il re fa un’offerta di vino alle divinità. Dietro il re una figura femminile con la corona dell’Alto e Basso Egitto suona l’arpa11.
È evidente che la scelta degli strumenti musicali per fare musica davanti a Osiri e altre divinità non era uniforme e dipendeva da fattori religiosi locali che non sempre siamo in grado di conoscere.
Per il divieto di suonare la tromba in presenza di Osiri nelle località di Busiride e Lycopolis una curiosa spiegazione ce la fornisce Plutarco. Accontentiamoci di questa spiegazione: il suono della tromba assomiglia al raglio dell’asino.

Gilberto Modonesi


1) Sulla tromba egizia esiste una monografia di Hickmann, La trompette dans l’Egypte ancienne, ASAE, Cahier n. 1, Le Caire 1978.
2) Non è mai stata analizzata.
3) N. Reeves, Tutankhamon, Belford, London 1990, pagg. 164-165.
4) N. Reeves, 1990, op. cit. pag. 165.
5) Simini & Betrò, Sono venuta correndo a cercarti, Edizioni ETS, Pisa 2009: Lisa Manniche, Music and musicians in ancient Egypt, British Museum Press, London 1991; G. Careddu, La musica nell’antico Egitto, Museo Egizio di Torino, 1990.
6) Plutarco, Iside e Osiride, cap. 30; R. Gillam, Performance and Drama in ancient Egypt, Blidden Ltd., London 2005, pagg. 120-121, L’autore riprende questo tema [la proibizione di suonare la tromba,] e lo conferma con una citazione da un volume di Sauneron relativa a un rito compiuto nel tempio di Esna.
7) Una nota del commentatore al testo di Plutarco ritiene che Lycopolis non sia Assiut, ma un sito del Basso Egitto vicino a Busiride.
8) S. Sauneron, Les fetes religieuses d’Esna aux derniers siècle du paganisme, IFAO, Le Caire 1962, pag. 351.
9) Il Decreto dell’Abaton è pubblicato in Mediterraneo Antico da Alberto Elli, sia nella versione geroglifica che nella traduzione italiana.
10) In verità a Bigge era sepolta solo la gamba sinistra di Osiri.
11) L’articolo di P. Testa è pubblicato in Mediterraneo Antico.

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Gilberto Modonesi

Ho iniziato a interessarmi dell’Egitto antico nel 1960. Nel 1964 mi sono sposato e il viaggio di nozze è stato il mio primo viaggio in Egitto. A metà ottobre il primo cortile del tempio di Luxor era allagato dall’acqua dell’inondazione del Nilo e anche le basi dei colossi di Memnon erano in acqua. Ad  Aswan i russi stavano costruendo la Grande Diga.

Nel 1980, dopo la nascita di due figli, ho effettuato la navigazione sul Nilo con tutta la famiglia. Nel 1985 ho partecipato con mia moglie a un viaggio organizzato dal Dr. Mario Tosi. Da allora e fino al dicembre del 2010 sono stato in Egitto almeno 35 volte. Agli inizi ho visitato i vari siti archeologici in taxi solo con mia moglie.. Quando sono iniziati gli attentati contro i turisti ho organizzato viaggi turistici in modo da avere una scorta militare. In questi viaggi io avevo il ruolo di “responsabile culturale”. Grazie a tutti questi viaggi ho potuto visitare i siti archeologici dal nord al sud dell’Egitto, quelli di tutte le oasi e i monumenti del Lago Nasser. Ho fatto un viaggio anche nel Sinai per visitare il tempio di Serabit el-Khedim.

Il viaggio del dicembre 2010 è stato il mio ultimo viaggio a causa della rivoluzione egiziana, poi per miei problemi di salute e successivamente anche di mia moglie.

Per arricchire la mia conoscenza dell’antico Egitto e per seguire gli sviluppi delle ricerche mi sono iscritto a varie associazioni internazionali e nazionali:

  • International Association of Egyptologists
  • Amici del Museo Egizio di Torino
  • American Research Center in Egypt
  • Fondation Egyptologique Réine Elisabeth
  • Egypt Exploration Society
  • Associazione Culturale Harwa 2001
  • Centro Egittologico Comasco F. Ballerini

Dal 2020 non ho più rinnovato la mia iscrizione a queste associazioni a causa della mia situazione personale e famigliare.

Il mio antico interesse per l’Egitto si è alimentato anche partecipando come uditore a diversi incontri internazionali:

  • Convegno sulla Magia Egizia – Milano 29-31 ottobre 1985
  • Convegno sulla Valle dei Re – Tucson (Arizona) 26-27 ottobre 1994
  • International Congress of Egyptologists : Torino 1991 – Cambridge 1995 – Cairo 2000 – Grenoble 2004 – Rodi 2012 –  Firenze 2016

Grazie alla mia esperienza di visite in Egitto e alla documentazione raccolta in migliia di diapositive ho per anni diffuso la conoscenza dell’antico Egitto presso varie “Università della Terza Età”. Poi, nel 2006, il Centro Studi Archeologia Africana, che ha sede nel Civico Museo di Storia Naturale di Milano, mi ha offerto la possibilità di organizzare e tenere conferenze sull’antico Egitto presso l’aula magna dello stesso Museo. Ho svolto questa attività dal 2007 fino al gennaio del 2020, con conferenze mensili sull’Egitto antico. Il 2020 è un anno fatidico a causa del Covid e dei miei problemi personali e di mia moglie.

Ho scritto alcuni articoli e due libri :

  • All’ombra del divino – Il significato dei ventagli nelle rappresentazioni dell’antico Egitto (2016)
  • La longeva vitalità di fiabe e racconti mitici egizi – Alla ricerca di tracce di racconti mitici e fiabe egizi in fiabe moderne europee (2018)

Nel tempo ho raccolto centinaia di articoli e acquistato tanti (troppi) libri di egittologia di varii formati e dimensioni: mignon-normali-grandi-enormi (il formato imperiale).

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