Il re egizio Sesostri I (1971-1926 a.C.., XII dinastia), conquistò il regno di Kerma durante la sua politica di espansione territoriale e giunse fino alla V cataratta. In questo periodo troviamo che a governare il territorio di Kerma è il governatore di Assyut, Hapidjefa.

Fig. 2 – Statua lignea di Hapidjefa ospitata nel Museo Egizio di Torino. Questa statua è “alta più di due metri” . La statua è stata scoperta nella tomba di Hapidjefa ad Assiut. L’immagine è tratta dal volume Un viaggio visuale, Torino, figura di pag. 84.
Questo personaggio è ben conosciuto per la sua enorme tomba ad Assyut, per i suoi titoli e per un contratto fatto con i preti del tempio del dio Upaut per garantirsi indefinitamente i mezzi di sussistenza per la sua vita nell’aldilà.

I titoli di Hapidjefa lo indicano come un personaggio eminente del suo tempo: governatore del nomo di Licopoli, cancelliere del re del Basso Egitto, capo dei profeti di Upuaut, signore di Siut. Nessun titolo militare. Frammenti di sue statue sono state trovate a Gebel Barkal e a Kerma. Su una di queste statue Hapidjefa è definito Grande Governatore del sud.
Vissuto durante il regno di Sesostri I (1971-1926 a.C., XII dinastia). Per i suoi titoli e per la sua ricchezza alcuni egittologi hanno ipotizzato che Hapidjefa avesse rapporti di parentela con Sesostri.
Nella sua enorme tomba ad Assyut è ancora visibile una grande iscrizione geroglifica che è ancora il maggior testo giuridico conosciuto dell’antico Egitto.

Il testo è un contratto di Hapidjefa con i preti del tempio di Upuaut: il contratto prevede alcuni lasciti a beneficio dei preti di Upuaut in cambio di servizi perpetui per la sua sussistenza di vita nell’aldilà. È notevole che nel contratto Hapidjefa stia bene attento a impegnare solo i suoi beni personali e non quelli di cui disponeva come nomarca1.
Hapidjefa portò con sé da Assyut a Kerma tutta la sua famiglia e una corporazione di artisti e artigiani egizi di ogni tipo allo scopo di duplicare in Nubia il tipo di vita di un nobile e ricco egizio ad Assyut. In Nubia i materiali utilizzabili dagli artigiani erano differenti da quelli dell’Egitto. L’abilità e l’adattabilità dei lavoratori egizi è confermata dalla bella statua di Sennawy, la sposa di Hapidjefa, scolpita in pietra locale.

L’arrivo di artigiani egizi deve avere agito da stimolo per le industrie locali. Il risultato fu una crescita a Kerma di una scuola di arti e artigianato con un proprio stile peculiare sia nelle forme che nei materiali.
Un impatto drammatico della cultura di Kerma sui coloni egizi avvenne alla morte di Hapidjefa a Kerma all’epoca di Amenemhat II (XII dinastia, 1919-1881 a.C.). Hapidjefa non fu sepolto nella sua principesca tomba di Asyut, ma fu sepolto a Kerma secondo i barbari e drammatici riti funerari locali. La sua sepoltura è stata in gran parte ricostruita: il suo corpo fu posto su un letto di quarzite in fiamme al centro della camera di mattoni di un complesso di stanze che contenevano vari articoli delle dotazioni funerarie. Attorno al corpo di Hapidjefa c’erano i corpi delle molte donne del suo harem e, in un corridoio esterno, i corpi di suoi attendenti e di membri della sua famiglia.
La statua di Sennawy fu trovata sepolta nel suo tumulo funerario.
Le condizioni in cui furono trovati questi corpi rende chiaro che essi furono sepolti vivi per accompagnare il loro signore nell’altro mondo. Nel giorno del sacrificio funebre essi devono essere stati posti nelle loro camere sacrificali forse leggermente ebbri di vino per essere sepolti, fin quando le camere furono colme di terra e sopra di loro fu eretto un gran tumulo2.
Kerma e i sacrifici umani
A Kerma gli scavi hanno messo in luce un villaggio fortificato attorno al 1000 a.C. La sua estensione era di circa 1 h. con capanne di dimensioni da 1 a 5 metri. Alcune strutture di forma ovale sono state riconosciute come recinti per animali, quindi gli abitanti erano pastori.
La città di Kerma risale al 2300-2200 a.C. Certi aspetti la collegano al villaggio pre-Kerma, ma la città è stata costruita con mattoni.
Il regno di Kerma era collocato tra Kungus, la V cataratta e la I cataratta di Assuan. A Kerma arrivavano prodotti esotici del sud Sahara e dalle spiagge del Mar Rosso. Intensi furono gli scambi con la V dinastia egizia: avorio, ebano, animali selvaggi, resine e oro.
Il regno di Kerma è uno dei primi regni africani con una popolazione soggetta a sovrani indipendenti dai re d’Egitto
La storia del regno di Kerma è stata suddivisa in 3 periodi: Primo Periodo Kerma Antico 2500-2459, Kerma Medio 2450-1750, Kerma Classico 1750-1550.
Le sepolture del Kerma Antico sono contrassegnate da una stele senza iscrizioni e da pochi bucrani che adornano la tomba. L’usanza dei bucrani si sviluppa nel Kerma Medio e in alcune tombe se ne possono contare fino a 400.

La numerosità dei bucrani fa pensare che si svolgessero delle feste per onorare il defunto. In queste occasioni si deponevano nella tomba oggetti rituali e qualche essere umano sacrificato per accompagnare il defunto nell’altro mondo. I bucrani appartenevano a vitelli e giovani tori. Nelle tombe sono stati sepolte anche capre e pecore, a dimostrazione dell’abbondanza di questi animali.

Nella pianura si eleva un edificio di mattoni crudi, di notevole altezza, 18-20 metri. È la deffufa occidentale, un monumento conosciuto da tempo. Di fatto è un antico tempio nubiano, con stanze, passaggi, colonne qualche decorazione e una scala che conduceva a una piattaforma sul tetto. Di certo questa struttura aveva una sua funzione anche nei funerali.
Sul sito una seconda deffufa si erge a circa 4 km. da quella già esistente. È la deffufa orientale, che presiede a un’area cimiteriale con migliaia3 di tombe.

Al centro ci sono tombe con un diametro di 30-40 metri, tombe di principi e di re. Insieme al titolare della tomba ci sono sempre corpi aggiuntivi, sacrificati.
Sepolture di bucrani e di animali sacrificati incominciano a sparire all’inizio del Kerma Classico per lasciare il posto ai sacrifici umani. Questa pratica si estende a dismisura tanto da trovare tumuli regali enormi, che hanno un diametro di circa 100 metri. È il caso del tumulo KX, nel periodo 1750-1700 a.C., con viali e corridoi colmi di corpi riversi di sacrificati che corrono verso il centro del tumulo dove giace in posizione fetale il corpo del re.

Fig. 10 – Grafico della pianta del Tumulo X. Un viale centrale taglia in due parti la tomba. Nei corridoi sono segnati riversi e scomposti i corpi degli individui sacrificati. Figura tratta dal volume Oltre l’Egitto: Nubia, op. cit., 1985, figura di pag. 81.
Fig. 11 – Grafico della pianta del Tumulo IV, Questa tomba ha dimensioni molto inferiori alle tombe delle fig. 9 e 10. ma la sua struttura segue il disegno corrente. Nei corridoi sono segnati riversi e scomposti i corpi degli individui sacrificati. Figura tratta dal volume Oltre l’Egitto: Nubia, op. cit. 1985, figura di pag. 82.
D. Welsby ritiene che, sulla base delle decorazioni dei templi locali (esempio Naga), che fossero sacrificati anche i nemici vinti in battaglia4 – 5.
I tumuli maggiori, ad esempio il tumulo KX ha un diametro di quasi 100 metri. Al suo interno ci sono viali, con corpi scomposti di sacrificati. In questo tumulo sono stati contati circa 400 corpi di persone sacrificate6.
I sacrifici umani sono gradatamente scomparsi con il perdurare dell’occupazione egizia di Kerma.
Gilberto Modonesi
1) S. Donadoni, La religione dell’antico Egitto, Laterza, Bari 1959: Fondazioni funerarie del principe di Assyut, pagg. 188-194.
2) W. Stevenson Smith, op. cit., 1960, pag. 75.
3) Ch. Bonnet in Sudan. Ancient Treasures. The British Museum Press, 2000, pag.78.
4) D. Welsby, The Kingdom of Kush, The British Museum Press, 1960, pag. 90.
5) D. Welsby, The Kingdom of Kush, op. cit., 1960, pag. 90.
6) D. Welsby, The Kingdom of Kush, op. cit., 1960, pag. 89.












