La Cappella Rossa di Hatshepsut
La Cappella Rossa di Hatshepsut è un santuario in quarzite rossa costruito nel complesso templare di Karnak, a Tebe, durante il regno della regina Hatshepsut (XVIII dinastia). Era probabilmente destinata a custodire la barca sacra di Amon durante le processioni, in particolare la festa di Opet. Dopo la morte di Hatshepsut, il successore Thutmosi III fece smontare la cappella, riutilizzandone i blocchi come materiale da costruzione; molti furono ritrovati nel XX secolo e il monumento è stato in parte ricostruito. Le pareti sono decorate con rilievi raffinati e testi geroglifici che celebrano la legittimazione divina della regina, raffigurata mentre compie rituali davanti ad Amon e ad altre divinità. Ce ne parla Mario Lauro in questo nuovo numero speciale. Buona lettura!
I sacrifici umani nell’antica Nubia
Il Regno di Kerma, situato nell'antica Nubia (l'odierno Sudan), è uno dei regni più antichi e misteriosi dell'Africa, fiorito fra il 2500 e il 1500 a.C. circa. Esistono alcuni indizi archeologici che dimostrano che furono praticati sacrifici umani nella cultura di Kerma, anche se risulta ancora difficile affermare che tali pratiche fossero comuni o sistematiche. Le tombe con resti di esseri umani sacrificati (specialmente quelle degli alti funzionari) suggeriscono che ci fosse una componente rituale nella morte e nei culti funerari. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!
La tomba di Sennefer a Qurna
Sennefer fu un alto ufficiale e sindaco della città di Tebe sotto il regno di Amenhotep II. La sua tomba a Qurna nella Valle dei Nobili è decorata con pitture vivide che illustrano la sua vita e il suo status. Le decorazioni mostrano scene di caccia, pesca e banchetti, simbolo della sua ricchezza e potere. Il dipinto di una grande vigna con rami e tralci d'uva decora il soffitto della tomba, ma alle pareti la protagonista indiscussa è l'amata sposa di Sennefer, Merit. In questo nuovo articolo corredato da bellissime fotografie, Gilberto Modonesi ci descrive la famosa "tomba delle vigne". Buona lettura!
Inno a Sesostri III
Nel 1889 l’archeologo Flinders Petrie a Lahun portò alla luce un papiro incompleto ed in parte molto corrotto. Il reperto metteva in luce, esaltandone la personalità, il faraone Sesostri III che regnò per circa un trentennio dal 1878 al 1843 ca. (XII Dinastia). Il reperto, in jeratico, fu trascritto in buona parte da Georg Möller in caratteri geroglifici ed infine traslitterato. In questo nuovo speciale, Mario Menichetti ci propone un'analisi minuziosa di questo testo, con traslitterazione e traduzione. Buona lettura ... e buono studio ai più appassionati!
Il rito di “sollevare il cielo”
La religione egizia esprime il conflitto tra il caos e l'ordine stabilito dal demiurgo. Il rito per mantenere l'ordine viene compiuto dal sovrano in ogni tempio, assistito dal dio Shu che separa terra e cielo, mentre Thot è rappresentato con un'asta per perforare il cielo, permettendo ai venti e agli dei di entrare. Il rito di sollevare il cielo viene eseguito con ventagli che simboleggiano i limiti del mondo. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!
Fano: identificata la Basilica di Vitruvio
Nel centro storico di Fano sono emerse strutture monumentali di età romana identificate come i resti della basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura, l’unico edificio attribuibile con certezza al grande architetto romano.
Osiri e la tromba nell’antico Egitto
La tromba è uno strumento musicale significativo dell'antico Egitto, noto per il suo uso anche in contesti militari. Due trombe, una in argento e l'altra in rame, sono state trovate nella tomba di Tutankhamon e sono esposte al Grand Egyptian Museum. Plutarco scrisse che la tromba non poteva essere suonata in presenza del dio Osiri, poiché il suo suono ricordava il raglio dell'asino, animale considerato impuro. Vi erano anche divieti di suonare strumenti nei templi, con differenze a seconda della divinità e del luogo. Altre domande rimangono riguardo alle specifiche proibizioni e all'uso della tromba in altri contesti. Di tutto questo ci parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona lettura!
Gli Etruschi in Olanda
Fino al 15 marzo 2026, presso il MAEC di Cortona, è possibile visitare la mostra internazionale “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”. Inaugurata il 6 dicembre scorso, l'esposizione offre ai visitatori la possibilità di ammirare la collezione Corazzi con oltre 150 opere tra bronzi, manoscritti, ceramiche e porcellane. La collezione fa ritorno a Cortona ben due secoli dopo essere stata venduta all'Olanda. Questo nuovo speciale curato da Tiziana Giuliani illustra a tutti i lettori le cinque sezioni del percorso espositivo con il supporto di tante e bellissime fotografie.
Sonorità e silenzi nell’antico Egitto
Visitando l'Egitto, si scoprono luoghi archeologici lungo il Nilo, come templi e piramidi, che ricordano una civiltà antica. Questi luoghi parlano di una cultura...
Il dio Osiri e il pesce ossirinco
Nel secolo scorso, nel sito di Ossirinco, sono stati trovati molti documenti antichi, la maggior parte di epoca greco-romana. Gli scavi hanno anche portato a scoperte artistiche, come immagini in bronzo di un pesce ossirinco, che era importante per la cultura locale. Strabone, nel I secolo d. C., racconta di un conflitto tra Ossirinco e Cynopoli, che iniziò a causa di un pesce ossirinco mangiato. Il mito di Osiri narra della sua morte e di come la moglie Isi recuperò il suo corpo, tranne il fallo, inghiottito dal pesce ossirinco. Isi usa la magia per concepire Horus, il loro figlio. Altre rappresentazioni mostrano il simbolismo del pesce come legato al risorgere del sole e alla fertilità. Ce ne parla Gilberto Modonesi nel suo nuovo articolo. Buona Lettura!
Iscrizioni criptografiche di Esna con arieti e coccodrilli
All'interno del tempio di Esna sono incise due famose iscrizioni criptografiche composte da numerosissime figure di arieti e di coccodrilli. Nella metà sud del tempio, l'iscrizione degli arieti (Es103) è dedicata a Khnum "Signore di Esna", mentre nella metà settentrionale del tempio troviamo l'iscrizione dei coccodrilli (Es126) per Khnum "Signore della campagna". In questo nuovo Speciale, Alberto Elli ci porta a conoscenza del bellissimo lavoro di traduzione e interpretazione che l'egittologo tedesco Christian Leitz ha compiuto su queste affascinanti iscrizioni. Buona lettura!
Novità dal “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation...
Nella via che dalla riva del Nilo porta verso i siti della West Bank, si incontrano due enormi statue assise conosciute sin dall’antichità. Ne...
Riemerge dalle sabbie d’Egitto un antichissimo tempio solare
Nel 2022 si era parlato del tempio solare di Nyuserra ad Abu Ghurab, uno dei più antichi templi d'Egitto dedicati al dio sole Ra. Sotto il tempio, scoperto nel XIX secolo, è stato trovato un santuario più antico, in mattoni, demolito dal faraone Nyuserra. Gli scavi hanno fornito molti materiali archeologici utili per comprendere l'uso del tempio e i suoi rituali, nonché per scoprire quando e perché fu abbandonato. Durante le campagne di scavo del 2024-25, si è esaminato un tempio a valle del santuario solare, ottenendo risultati sorprendenti, annunciati ufficialmente dal Ministero Egiziano delle Antichità. MediterraneoAntico ha intervistato Massimiliano Nuzzolo, professore associato di Egittologia all’Università degli studi di Torino, per avere dettagli sulle ultime scoperte.
Il nome di Hatshepsut in crittografia
Il nostro Gilberto Modonesi ci svela nel suo nuovo articolo alcune particolarità di un fregio presente nel tempio dei milioni di anni di Hatshepsut,. I geroglifici che compongono il nome della regina-faraone possono essere interpretati in base diversi "giochi" crittografici, opera probabilmente del talentuoso e fedele Senmut. Buona lettura!
I graffiti del Wadi Hammamat
In tempi antichi, il Wadi Hammamat era una delle rotte più battute da commercianti e pellegrini che viaggiavano dall'Egitto al Mar Rosso. Questa valle profonda e stretta è celebre per le numerose iscrizioni incise sulle pareti rocciose che sono diventate una preziosa testimonianza di vita quotidiana dell'antico Egitto, dalla Terza Dinastia fino all'epoca romana: esplorazioni e viaggi, attività minerarie, lodi ai sovrani e alle divinità, frasi religiose. Ce ne parla Mario Lauro nel suo nuovo articolo. Buona lettura!
Le statue di Ramesse II e Meritamon ad Akhmin
Nella città di Akhmin (governatorato di Sohag, Medio Egitto) di fronte ai resti di un tempio greco-romano si ergono due colossali statue di Ramesse II e della figlia nonché Grande Sposa Reale, Meritamon. Molto probabilmente le due sculture appartenevano al tempio che il grande sovrano aveva fatto erigere in onore di Min e Amon. Ce ne parla Tiziana Giuliani in questo nuovo articolo. Buona lettura!
L’armatura di Tutankhamon al GEM: un’occasione mancata
Fra le migliaia di oggetti del corredo funerario di Tutankhamon esposti al GEM, c'è un reperto importantissimo e unico nel suo genere: il corsaletto a scaglie che faceva parte dell'armatura del giovane re. Si tratta del solo esemplare di armatura in cuoio grezzo della tarda età del Bronzo ritrovato integro. Purtroppo, dall'epoca del suo ritrovamento in poi, le vicissitudini di questo reperto sono state infauste, anche se nell'arco di un secolo sono stati fatti diversi studi e tentativi di restauro. Alberto Maria Pollastrini condivide con i lettori di MediterraneoAntico un'approfondita analisi su questo argomento molto interessante e poco conosciuto al grande pubblico, Buona lettura!
Gli egizi e i sacrifici umani
I sacrifici umani non erano una pratica comune nell'antico Egitto. Ci sono però eccezioni in alcuni periodi storici, anche se si tratta probabilmente di riti simbolici o rituali eccezionali piuttosto che pratiche diffuse. Ad esempio, l'uccisione di un prigioniero poteva far parte di un rituale per "respingere il nemico". Il nuovo articolo di Gilberto Modonesi affronta in modo approfondito questa particolare tematica. Buona lettura!
Piramide di Micerino: un secondo ingresso sul lato est?
l progetto di ricerca ScanPyramids, condotto da studiosi dell’Università del Cairo e della Technische Universität München (TUM), ha individuato due vuoti sul lato orientale della piramide di Menkaura, la più piccola delle tre piramidi di Giza, costruita circa 4.500 anni fa e conosciuta ai più con il nome di Micerino.
L’iscrizione di Dario I a Bisotun (Behistun) in Iran
Sulle pendici del monte Bisotun, in Iran, lungo la strada che unisce Bagdad e Hamadan (l'antica capitale della Media), è scolpito un bellissimo bassorilievo di Dario I risalente al 520 a.C. circa e accompagnato da una lunga iscrizione. Il testo, scritto in cuneiforme e redatto in persiano antico, accadico e elamita, racconta la storia delle battaglie che Dario ha sostenuto per diventare re di Persia. Ci racconta tutto Mario Lauro, direttamente dai suoi appunti di viaggio del 2014. Buona lettura!




























