La festa di “Prendere Il Pastorale”
Le colonne della sala ipostila nel tempio di Esna sono decorate con iscrizioni geroglifiche che descrivono tre grandi feste celebrate nell'antica Latopolis Magna. Una di queste era la festa di "Prendere il Pastorale", detta anche "Festa della vittoria di Khnum", che si svolgeva a nord della città dove sorgevano due templi separati da una distesa d'acqua conosciuta come "Stagno Rosso". Alberto Elli, in questo nuovo Speciale, ci illustra i dettagli di questa festività analizzando il testo geroglifico accompagnato come sempre da traslitterazione, traduzione e note grammaticali commentate. Cogliamo l'occasione per ringraziare Alberto di aver condiviso ancora una volta con tutti noi il suo instancabile lavoro per il piacere della Conoscenza.
La storia di Sinuhe
La Storia di Sinuhe narra le vicende di un alto funzionario della corte egizia vissuto agli inizi del Medio Regno. Alla notizia della morte del faraone Amenemhat I, giunta durante una campagna militare, Sinuhe è preso dal terrore e fugge dall'Egitto. Attraversa la frontiera orientale e il deserto, dove, sfinito dalla sete, viene soccorso da genti nomadi.
Trova infine accoglienza in Retjenu, nel Levante, presso il sovrano Ammunenshi. Qui prospera: sposa la figlia del re, ottiene terre fertili, diventa capo di una tribù e sconfigge in duello un campione che lo aveva sfidato. Ma con la vecchiaia crescono in lui la nostalgia della patria e il timore di morire in terra straniera.
Il faraone Senwosret I, informato della sua sorte, lo richiama con una lettera benevola. Sinuhe torna in Egitto, è riaccolto a corte con tutti gli onori e ottiene una tomba: potrà finalmente riposare nella sua terra.
Vertice della prosa egizia, tramandato su papiri e ostraka dal Medio al Nuovo Regno, il testo esplora i temi dell'identità, dell'esilio e del ritorno con una profondità che ne ha fatto un classico senza tempo.
Due stele di Aspelta da Napata
Questo nuovo Speciale del nostro prezioso collaboratore Alberto Elli prende in esame due documenti fondamentali per lo studio del regno di Kush e del rapporto tra Nubia ed Egitto: la Stele dell'Incoronazione e la Stele della Scomunica del re Aspelta (XXV dinastia nubiana, 600–580 a.C. circa). La prima racconta l'ascesa al trono del re, con l'elezione descritta come un processo divino, in cui Amon di Napata approva la scelta del nuovo sovrano che viene rappresentato come giusto, pio, eletto dagli dei, e garante dell'ordine cosmico. La seconda è un anatema che impone pene religiose e sociali contro nemici del re e funzionari corrotti, dimostrando come la religione fosse anche uno strumento politico per mantenere l'ordine e la lealtà. Sono entrambi documenti di legittimazione del potere dei sovrani nubiani attraverso l'adozione e la reinterpretazione delle istituzioni egizie.















