Iscrizioni criptografiche di Esna con arieti e coccodrilli
All'interno del tempio di Esna sono incise due famose iscrizioni criptografiche composte da numerosissime figure di arieti e di coccodrilli. Nella metà sud del tempio, l'iscrizione degli arieti (Es103) è dedicata a Khnum "Signore di Esna", mentre nella metà settentrionale del tempio troviamo l'iscrizione dei coccodrilli (Es126) per Khnum "Signore della campagna". In questo nuovo Speciale, Alberto Elli ci porta a conoscenza del bellissimo lavoro di traduzione e interpretazione che l'egittologo tedesco Christian Leitz ha compiuto su queste affascinanti iscrizioni. Buona lettura!
Sonorità e silenzi nell’antico Egitto
Visitando l'Egitto, si scoprono luoghi archeologici lungo il Nilo, come templi e piramidi, che ricordano una civiltà antica. Questi luoghi parlano di una cultura...
La festa di “Prendere Il Pastorale”
Le colonne della sala ipostila nel tempio di Esna sono decorate con iscrizioni geroglifiche che descrivono tre grandi feste celebrate nell'antica Latopolis Magna. Una di queste era la festa di "Prendere il Pastorale", detta anche "Festa della vittoria di Khnum", che si svolgeva a nord della città dove sorgevano due templi separati da una distesa d'acqua conosciuta come "Stagno Rosso". Alberto Elli, in questo nuovo Speciale, ci illustra i dettagli di questa festività analizzando il testo geroglifico accompagnato come sempre da traslitterazione, traduzione e note grammaticali commentate. Cogliamo l'occasione per ringraziare Alberto di aver condiviso ancora una volta con tutti noi il suo instancabile lavoro per il piacere della Conoscenza.
La Cappella Rossa di Hatshepsut
La Cappella Rossa di Hatshepsut è un santuario in quarzite rossa costruito nel complesso templare di Karnak, a Tebe, durante il regno della regina Hatshepsut (XVIII dinastia). Era probabilmente destinata a custodire la barca sacra di Amon durante le processioni, in particolare la festa di Opet. Dopo la morte di Hatshepsut, il successore Thutmosi III fece smontare la cappella, riutilizzandone i blocchi come materiale da costruzione; molti furono ritrovati nel XX secolo e il monumento è stato in parte ricostruito. Le pareti sono decorate con rilievi raffinati e testi geroglifici che celebrano la legittimazione divina della regina, raffigurata mentre compie rituali davanti ad Amon e ad altre divinità. Ce ne parla Mario Lauro in questo nuovo numero speciale. Buona lettura!
Due stele di Aspelta da Napata
Questo nuovo Speciale del nostro prezioso collaboratore Alberto Elli prende in esame due documenti fondamentali per lo studio del regno di Kush e del rapporto tra Nubia ed Egitto: la Stele dell'Incoronazione e la Stele della Scomunica del re Aspelta (XXV dinastia nubiana, 600–580 a.C. circa). La prima racconta l'ascesa al trono del re, con l'elezione descritta come un processo divino, in cui Amon di Napata approva la scelta del nuovo sovrano che viene rappresentato come giusto, pio, eletto dagli dei, e garante dell'ordine cosmico. La seconda è un anatema che impone pene religiose e sociali contro nemici del re e funzionari corrotti, dimostrando come la religione fosse anche uno strumento politico per mantenere l'ordine e la lealtà. Sono entrambi documenti di legittimazione del potere dei sovrani nubiani attraverso l'adozione e la reinterpretazione delle istituzioni egizie.
Tekenu e muu, un rituale nella cultura funeraria dell’Antico Egitto
Nelle scene funerarie dell’Antico Egitto, soprattutto del Nuovo Regno, compaiono due elementi rituali enigmatici: "Tekenu" e "Muu". Il "Tekenu" è raffigurato come una figura umana rannicchiata, avvolta in una pelle animale e posta su una slitta durante il corteo funebre; la sua funzione è dibattuta e interpretata come simbolo di rinascita, purificazione o sostituto rituale del defunto. I "Muu", invece, erano danzatori sacri associati alla città di Buto, riconoscibili per le alte corone di giunco. Essi accoglievano il defunto alla necropoli, svolgendo un ruolo liminale di “traghettatori” simbolici tra il mondo dei vivi e l’aldilà.

















