Il papiro Harris

Il Papiro Harris, noto anche come Grande Papiro Harris I, è uno dei più grandi papiri ritrovati in Egitto, lungo circa 42 metri e composto da 79 tavole. Risale alla XX Dinastia (1200 a. C. ) e fu scritto dal faraone Ramesse IV in onore del padre Ramesse III. Trovato a Medinet Habu, vicino alla tomba di Ramesse III, potrebbe esser stato conservato in una biblioteca. Acquistato dall'inglese Anthony Charles Harris, è oggi al British Museum. Il papiro è unico perché, pur scritto da Ramesse IV, sembra essere raccontato in prima persona come se fosse il padre. Esso elenca i doni del sovrano padre alle divinità e narra gli eventi storici di quel periodo, con una preghiera finale per la protezione del figlio. Questa ricerca di Mario Menichetti concerne l'interpretazione e traduzione delle tavole da 1 a 13 e da 22 a 23, confrontando i caratteri geroglifici con la scrittura ieratica dell'epoca.

I furti nelle tombe a Tebe alla fine del Nuovo Regno

Presentazione generale, traduzione dei testi e commento grammaticale

Vita dei Santi Massimo e Domezio

Secondo la tradizione, Massimo e Domezio erano figli dell’imperatore Valentiniano I (364-375); educati cristianamente, nutrivano il desiderio di vivere come eremiti, osteggiati, però, in questo dal padre. A Nicea fecero conoscenza con un prete di nome Giovanni, al quale confidarono il loro desiderio di farsi monaci. Giovanni li indirizzò a un certo Agabos di Tarso, un anacoreta siriaco, il quale li rivestì con l’abito dei monaci siriani. I due fratelli rimasero presso Agabos fino alla sua morte. Prima di morire, tuttavia, Agabos aveva avuto in sogno una visione nella quale il santo monaco egiziano Macario (300-390) chiamava a sé i due giovani.

Il Papiro dell’Adozione

Il papiro proviene dalla città medio-egiziana di Sepermeru, a sud di Herakleopolis Magna, il cui dio principale era Seth. Questo documento legale è diviso in due parti, ognuno cominciante con una propria data e terminante con una propria lista di testimoni. La prima parte è datata al giorno dell’assunzione al trono di Ramesse XI e la seconda all’anno XVIII dello stesso faraone. Le due parti, tuttavia, sono state scritte in un’unica sessione, essendo la grafia identica per tutto il papiro. Scopo del documento è quello di assicurare l’intera proprietà di Nebnefer alla propria moglie Nanefer (il nome compare anche come Rennefer), così che lei possa disporne a suo piacimento.

La sfera magica di Atene

Il documento di cui tratteremo è conosciuto col nome di “Sfera Magica di Atene” ed è attualmente esposto ad Atene, al primo piano del nuovo Museo dell’Acropoli. L’interesse per questo oggetto nasce innanzitutto dal fatto che esso costituisce un unicum nel suo genere, per il quale non si conoscono confronti nell’ambito del repertorio degli oggetti iscritti di carattere magico-religioso. Si tratta un globo di marmo pentelico, bianco a grana fine, della circonferenza di circa 90 cm, con immagini figurate, iscrizioni e charaktêres, databile al II secolo d.C. Di recente questo singolare documento, per quasi un secolo noto solo dai disegni dello studio di A. Delatte del 1913, ha acquisito una rinnovata visibilità, essendo stato collocato nel percorso espositivo del nuovo Museo dell’Acropoli di Atene, ed anche per questa ragione non ci è parso inopportuno riprenderlo in esame, ripercorrendone la storia degli studi e pervenendo a nuove ipotesi interpretative riguardo l'identificazione della provenienza e alcuni aspetti di carattere iconografico e religioso.

La piramide della regina Neit

La scoperta e lo studio delle iscrizioni funerarie contenute nelle piramidi di Saqqara risale alla seconda metà dell’ottocento ad opera del francese Auguste Mariette e del suo successore Gaston Maspero. In quest’opera sono riportate le iscrizioni dei vari sovrani in un corpus di 714 spruch.