mercoledì, 16 Ottobre, 2019

Il Discobolo e l’attimo sospeso

Una delle migliori copie del Discobolo è la copia Lancellotti, così chiamata dal nome della famiglia che l’acquistò. Venne trovata a Roma sull’Esquilino nell’area degli Horti Lamiani. La statua risale al II secolo d.C., da notare il sostegno a forma di troco di palma e il puntello che collega la mano sinistra al polpaccio destro che sono estranei alla figura originale.

Pugilatore delle Terme

È un originale in bronzo di alto livello, rappresentante un pugilatore che fu trovato all’interno di una cantina nell’Esquilino assieme ad altri reperti. L’atleta siede spossato, i muscoli gonfi sono rilassati, le braccia lasciate cadere mentre si appoggiano sulle cosce. I pugni sono avvolti dalle bende usate durante la gara, ormai privi di tensione.

La Lotta: sport nazionale dell’antico Egitto

Vero e proprio sport nazionale, come lo è oggi per noi il calcio, non c’era un antico Egizio che non fosse appassionato di questa arte, faceva così parte della loro cultura e del loro quotidiano da essere rappresentata ovunque sin dalle prime dinastie. Nata come espressione naturale di difesa e per diletto, si è sviluppata nei secoli favorendone l’aspetto educativo, formativo, militare e sportivo, nonché la diffusione ad ogni livello della società egizia.

Un faraone che amava lo sport: Amenhotep II

Quale degno figlio di una “celebrità sportiva” nella caccia e nel tiro con l’arco, è noto come il faraone andasse fiero delle proprie abilità atletiche, infatti eccelleva in diverse discipline tra cui possiamo annoverare il tiro con l’arco, la corsa, l’equitazione ed era anche un esperto vogatore; tutte discipline che possiamo dire essere legate all’esercizio preparatorio per la guerra.

Corridore della Villa dei Papiri di Ercolano

Figura maschile nuda con la gamba sinistra flessa ed avanzata, la destra arretrata, il busto piegato in avanti, con il braccio destro flesso ed il sinistro disteso verso il ginocchio. Collocata insieme ad una statua gemella (inv. 5626) nel peristilium grande della Villa dei Papiri di Ercolano, è verosimilmente la copia di una scultura greca della fine del IV - inizio del III sec. a.C., celebrante un atleta vincitore in uno dei grandi giochi panellenici. Su che tipo di atleta rappresenti si è lungo discusso.

Auriga di Delfi

Statua di bronzo giunta fino ai nostri giorni perché sepolta nel 373 a.C. da un disastroso terremoto: doveva verosimilmente collocarsi sulla terrazza che sovrasta il tempio di Apollo a Delfi, a fianco del teatro, dove furono rinvenuti nel 1896 frammenti di una quadriga in bronzo e di una base con dedica a Polyzalos, tiranno di Gela, della potente famiglia dei Dinomenidi.
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