Quando l’archeologia riscopre… l’amore di una madre

Nel 1952, mentre conducevano al pascolo le loro bestie, un gruppo di pastori beduini scoprì una grotta, nelle vicinanze del Mar Morto, la cui...

Di un volumetto di Ippolito Rosellini

Nel volumetto "Un Bassorilievo-Egiziano nella Galleria di Firenze", edito nel 1826, Ippolito Rosellini affrontò la traduzione del testo di un bassorilievo policromo proveniente dalla tomba di Ptahmose a Menfi (XIX dinastia). Il bassorilievo presenta due sposi seduti che ricevono adorazione e offerte da parte dei figli. Il soggetto del reperto fu anche il motivo che portò Rosellini a scrivere il volumetto: un dono nunziale.

Continua la pubblicazione di M. Chioffi e G. Rigamonti dei “decreti...

Chioffi, G. Rigamonti, Antico Regno, “I Decreti Reali”, Decreto dell’Horo Netjerybau (Copto I), 2 Voll., Editrice La Mandragora, 2021, 2022. Gli autori dei due succitati...

Antiche “recensioni” nella tomba di Ramesse VI e Valle dei Re

Camminando tra le vestigia di siti archeologici sparsi nel mondo, vi sarà capitato di imbattervi in antiche iscrizioni lasciate dai viaggiatori che, nei secoli, hanno visitato quei luoghi. Non semplici graffiti, ma veri e propri commenti: impressioni, giudizi, firme, indicazioni sulla provenienza e perfino sulla professione di chi li incise. Testimonianze che ricordano sorprendentemente le moderne recensioni di viaggio. Evidentemente, proprio come accade oggi, anche allora si avvertiva il bisogno di lasciare traccia della propria esperienza. Mai nessun luogo fu risparmiato da questa pratica, neppure la Valle dei Re.

Graffiti dei primi Europei in Sudan nel XIX secolo

La storia delle prime spedizioni europee ed egiziane in Egitto e nel Sudan è documentata anche dall'abitudine (che oggi definiremmo "scempio") degli esploratori di lasciare delle scritte sui monumenti in ricordo del loro passaggio. L'analisi di queste iscrizioni ci aiuta a capire meglio come sono avvenute alcune importanti e famose scoperte e come si muovevano i primi scopritori, spesso più avventurieri che archeologi. Ce lo racconta Mario Lauro nel suo diario di viaggio. Buona lettura!