Gli scribi dell’antico Egitto subivano danni scheletrici a causa della loro...

Un recentissimo studio operato dai ricercatori del Museo Nazionale di Praga, diretto da Petra Brunker Havelkovà e Miroslav Bàrta, e pubblicato sulla rivista Nature...

Il tesoro di Dush

Nell'oasi di Kharga si trova il sito archeologico di Dush, che conserva le rovine di un forte romano e di un tempio dedicato a due divinità di origine egizia, Serapide e Iside, ma il cui culto era ampiamente diffuso anche nel mondo greco-romano. Nonostante sia al di fuori delle rotte turistiche "tradizionali", il sito di Dush aveva grande importanza strategica in epoca romana per il controllo delle rotte commerciali fra l'Africa subsahariana e il Mediterraneo. La sua importanza è tornata in auge anche in tempi moderni dopo la scoperta di un "tesoro" nel 1989.

Egitto: scavato un monastero copto del VI-VII secolo con pitture murali...

Questa volte le sabbie d'Egitto non hanno svelato antiche vestigia afferenti l'affascinate civiltà faraonica, ma resti di un monastero copto risalente al VI-VII secolo con pitture murali di rilievo. Tra gli affreschi, San Giuseppe falegname con in braccio Gesù Bambino. Siamo nel sito di Manqabad, presso l'Ispettorato delle Antichità di Assiut, capoluogo dell'omonimo governatorato del Medio Egitto.

Qualche spigolatura sulle piramidi menfite e i loro costruttori

In questo nuovo articolo, il nostro Gilberto Modonesi ci racconta storie ed aneddoti legati ai costruttori delle piramidi, da Snefru ad Amenemhat III. Buona lettura!

Il Navigium Isidis: rito, mare e identità nel Mediterraneo antico

E già l’aurora portatrice di luce, diffondendo il giorno con il suo candido splendore… (Met. XI, 1) Così Apuleio apre la scena del Navigium Isidis:...

Antiche “recensioni” nella tomba di Ramesse VI e Valle dei Re

Camminando tra le vestigia di siti archeologici sparsi nel mondo, vi sarà capitato di imbattervi in antiche iscrizioni lasciate dai viaggiatori che, nei secoli, hanno visitato quei luoghi. Non semplici graffiti, ma veri e propri commenti: impressioni, giudizi, firme, indicazioni sulla provenienza e perfino sulla professione di chi li incise. Testimonianze che ricordano sorprendentemente le moderne recensioni di viaggio. Evidentemente, proprio come accade oggi, anche allora si avvertiva il bisogno di lasciare traccia della propria esperienza. Mai nessun luogo fu risparmiato da questa pratica, neppure la Valle dei Re.