I colori di Pompei al Museo Archeologico di Bologna

I PITTORI DI POMPEI A cura di Mario Grimaldi 23 settembre 2022 - 19 marzo 2023 Museo Civico Archeologico, Bologna   Intorno alla metà del Settecento prese il...

Importante recupero del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Rientra in Italia una...

Un altro importante reperto appartenente al nostro immenso patrimonio archeologico sta per ritornare in Italia: la dea dell’amore Afrodite raffigurata in una statua del...

Ritorna alla fruizione la Regio VI e riapre al pubblico la...

Seppur a ridosso del Natale, Pompei non smette di lavorare e restituisce alla fruizione altri splendidi gioielli. Alla presenza del Premier Gentiloni e del Ministro Franceschini, viene riaperta dopo 12 anni la Casa dei Vettii. L’operazione si inserisce nel piano di messa in sicurezza della Regio VI, un’area estesa per 80.000 mq e composta da 17 Insulae che si sviluppa nel settore nord-occidentale della città antica.

Il gioco delle noci

Quello che forse non si sa è che oltre al valore rituale e alimentare la noce era uno dei giochi preferiti dei bimbi romani, sia maschi che femmine, che la ritenevano un vero e proprio bottino prezioso da conservare dentro dei sacchetti appositi. Un po’ come le “figurine” moderne erano infatti oggetto di accumulo e sfide in partite organizzate con i propri compagni di gioco. Le noci erano così identificative con l’età dei più piccoli, che il periodo dell’infanzia era chiamato “il tempo delle noci” e ne troviamo eco anche nei poeti antichi.

Kelenderis (Turchia): scoperta sepoltura di un bambino con doni

Kelenderis, veduta dall’alto dell’odeion, crediti: İHA Gli scavi nel sito di Kelenderis, oggi Aydıncık (Turchia), hanno messo in luce una fornace e una sepoltura infantile....

La bambola di Crepereia Tryphaena

La bambola, per una bambina, è un’amica fedele che l’accompagna durante la crescita. La pettina, la veste, la tratta come una vera e propria figlia o come amica del cuore dalla quale non si separa mai. Non dovremmo allora sorprenderci se, anche le bambine di duemila anni fa, consideravano le bambole come il gioco più prezioso e caro. È nelle tombe infatti che si trovano la maggior parte di queste bambole e diventano compagne fedeli anche nell’ultimo viaggio dalla vita alla morte.