Il prof. Serrano racconta delle recenti scoperte a Qubbet el-Hawa

La conferenza sulle necropoli dei Governatori dell'Antico e Medio Regno a Bagno di Romagna

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Come è accaduto spesso in questi ultimi anni Bagno di Romagna diventa per alcuni giorni centro di interesse internazionale grazie al ciclo di conferenze “Tra Cielo e Terra”[1] che può contare la presenza di grandi Egittologi: ultimo della lista è il professor Alejandro Juan Jimenez-Serrano, ma prima di lui sono già stati ospiti egittologi del calibro di Barry Kemp, Salima Ikram, Miroslav Bárta e molti altri.

Questo ciclo di conferenze è nato grazie alla passione e all’amore per l’egittologia degli organizzatori (Villiam Graffieti, Gianni Rossi, Nicoletta Pirazzoli e al professor Riccardo Manzini) ed è sempre grazie a loro e all’amicizia che ci lega che il 28 giugno mi sono messo in viaggio per assistere alla conferenza che come sempre ha luogo presso il Palazzo del Capitano e dove di lì a poco il professore ha iniziato la sua divulgazione scientifica.

Un momento della conferenza (ph. A. Biagini)

Il relatore ha illustrato le recenti scoperte effettuate da lui e dal suo team nel governatorato di Aswan; le ricerche si concentrano dal 2008 sui governatori dell’Antico e Medio Regno (http://www.ujaen.es/investiga/qubbetelhawa/), gli scavi hanno portato alla luce tombe intatte e non, mettendo in risalto la tipologia di inumazione con splendidi sarcofagi e fini decorazioni.

La zona di scavo ha interessato le tombe denominate con le sigle QH (Qubbet el-Hawa) seguito dal numero della tomba.

Splendide le immagini ed i racconti sugli scavi; le ricerche nel pozzo funerario di Serenput II (QH31), le similitudini e le analogie delle sepolture di questo periodo hanno reso possibile il rinvenimento di ulteriori inumazioni (anche intatte) comparando la struttura delle tombe.

Nei casi più fortunati si è potuto risalire al proprietario della tomba, e poter così ricostruire la genealogia delle famiglie politicamente più importanti nel periodo della XII dinastia egizia, relativamente alla zona di Elefantina; è stato così possibile constatare il potere che questi governatori esercitavano nel nomo egizio.

Il professore ha sottolineato l’importanza di queste scoperte, ponendo in evidenza alcune singolarità relative a queste sepolture, ad esempio riguardo l’onomastica sui sarcofagi esterni ed interni relativi allo stesso proprietario, dove curiosamente quello esterno riportava un nome femminile e quello interno maschile, quasi a sottolineare l’eterna unione tra moglie e marito.

Di particolare rilievo si sono rivelate anche le scoperte relative alle offerte rinvenute intatte per alcune sepolture; nondimeno si è potuto constatare che le stesse tombe sono state riutilizzate nel corso dei secoli.

Così personaggi come Heqaib o Serenput II possono finalmente trovare la giusta collocazione nella storia d’Egitto, che vogliamo ricordare non è solo fatto di piramidi, faraoni e templi, ma anche e soprattutto di uomini che con le loro gesta e la loro voglia di vivere hanno oltrepassato i secoli e che oggi grazie al lavoro degli archeologi, possiamo conoscere e rispettare.

Durante la conferenza il professor Serrano ha citato il più famoso Howard Carter e con grande sorpresa scopriamo che questo personaggio agli inizi della sua carriera tra il 1902 ed il 1904 aveva lavorato per conto di Lady Cecil, proprio nelle tombe di Qubbet el Hawa. Inoltre il relatore ha giustamente sottolineato le scoperte effettuate da Labib Habachi relativamente al santuario di Heqaib, avvenuta tra il 1930 ed il 1940.

Questo e molto altro è stato illustrato dal professore che, oltre a deliziarci della sua presenza ci ha fatto sorridere con aneddoti e battute sugli scavi, ovvero quella parte del lavoro che non viene mai raccontata nei documentari e ben che meno nei testi che derivano da scoperte di questo tipo.

Come sempre, quando si ascoltano professori di questo calibro, per qualche motivo il tempo sembra scorrere più velocemente, e sarà per questo che la conferenza benché articolata in oltre un’ora sembra essere durata pochi minuti; posso solo rammaricarmi di dover essere andato via subito dopo la fine della serata, infatti grazie agli organizzatori è poi possibile potersi intrattenere con il relatore per poter così conoscere meglio l’uomo oltre che il docente.

[1] Il ciclo di conferenze “Tra cielo e terra”, non tratta solo di egittologia ma anche di altri vari argomenti, quest’anno è giunto all’ottava edizione, ed il programma completo è possibile trovarlo nel sito ufficiale dell’associazione: http://www.gnomomentino.it/news/menu_cieloterra.asp

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