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Anche le statue parlano - risultati della ricerca

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Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.

Le taulas di Menorca e il cielo degli antichi

Intervista di Thomas Emilio Villa a Juan Antonio Belmonte Avilés Il dialogo tra le due culture, quella umanistica e quella delle cosiddette “scienze esatte”, può...

Un matrimonio nell’Egitto romano: il contratto di Ossirinco (157–158 d.C.)

Nel 157–158 d.C., nella città egiziana di Ossirinco, venne redatto un contratto di matrimonio oggi noto come P.Oxy. XLIX 3491. Sebbene frammentario, il papiro documenta l’unione tra Chaeremonis e Dionysapollodorus e offre uno sguardo concreto sulle pratiche matrimoniali nell’Egitto romano. Infatti, il documento non è solo una registrazione formale di nozze. È una finestra spalancata sulla vita quotidiana, sui legami familiari, sulle strategie economiche e sulla sorprendente autonomia giuridica femminile.

I graffiti del Wadi Hammamat

In tempi antichi, il Wadi Hammamat era una delle rotte più battute da commercianti e pellegrini che viaggiavano dall'Egitto al Mar Rosso. Questa valle profonda e stretta è celebre per le numerose iscrizioni incise sulle pareti rocciose che sono diventate una preziosa testimonianza di vita quotidiana dell'antico Egitto, dalla Terza Dinastia fino all'epoca romana: esplorazioni e viaggi, attività minerarie, lodi ai sovrani e alle divinità, frasi religiose. Ce ne parla Mario Lauro nel suo nuovo articolo. Buona lettura!

Identificato il titolare della Kampp 23: era il sindaco di Tebe

La missione archeologica egiziano-canadese impegnata nello scavo della tomba Kampp 23 nella necropoli di el-Assasif, sulla riva occidentale di Luxor, ha scoperto l'identità del proprietario della sepoltura rimasta per lungo tempo sconosciuta. Si tratta di una scoperta che riporta alla luce una figura dimenticata dell'antica Tebe: uno dei sindaci della capitale amministrativa delle Due Terre durante il periodo ramesside. 

Saqqara: scoperta una tomba di 3200 anni fa e quattro cappelle funerarie.

La missione archeologica congiunta italo-olandese del Museo Egizio di Torino e del Museo di Antichità Nazionale di Leiden, assieme al Ministero delle Antichità egiziano,...